Feed on
Articoli
Commenti

Qui troverete i post del mio precedente blog (http://ellesmeraheart.spaces.live.com/), questioni di spazio non mi hanno permesso di portare con me anche i commenti, che senz’altro trovo più interessanti dei miei stessi scritti, ma forse dovevano restare là dove erano stati apposti, per il significato temporale che essi hanno, da ciò consegue che questo blog avrà sempre un filo invisibile che lo legherà all’altro, passato e presente avranno una continuità. Arya

 

16 giugno

7 chili in 7 giorni.

Ahi l’estate! Ci costringe a uscire dai abiti morbidi e caldi, che coprono perfettamente le nostre rotondità, in inverno il cotechino ha prodotto quelle maniglie che continuiamo a chiamare dell’amore, forse perché non andando via dai nostri fianchi, ne ce siamo innamorate. Ma ora come si fa a mostrale al pubblico ludibrio, in spiagge affollate? Come liberarsi di quel grasso che accompagnato al candido pallore, dovuto alla mancata esposizione al sole, ci fa sembrare mozzarelle avvolte nelle foglie di lattuga? Ecco venirci in soccorso i giornali femminili (ma perché caspita li compriamo?) che con i loro consigli rasentano l’istigazione al suicidio, diete per perdere 13 kg in un mese pubblicizzate con tanto di testimonial vip, con vitino da vespa e decoltè prominente.Leggendo ho capito che i miei cuscinetti sono il risultato di una lotta senza tregua tra ormoni eicosanoidi, che suddivisi in buoni e cattivi lottano per la liberazione dal grasso dai miei fianchi, e visto i risultati si vede che i primi stanno perdendo. A dar loro aiuto serve una di queste diete, la più affascinante è quella del metodo tisanoreico, di cui la giornata tipo:Colazione: 1 o 2 tazze di tè con aspartame e 1 barretta tisanoreica.Pranzo: 60 gr di bresaola insalata, frappè tisanoreico.Merenda: 1 o 2 tazze di tè con aspartame.Cena: pizza tisanoreica (questa non so manco cosa è).Nell’arco della giornata: decotti diuretici e tavolette di magnesio.Risultato: calo ponderale di almeno 15 kg in un mese.Consiglio questa dieta a quelli che temono l’esposizione al sole, poiché al termine della stessa potranno utilizzare, per proteggersi dai raggi UVB, una comoda cassa in legno di rovere, è assicurato lo schermo totale. Inoltre raggiunti i risultati di dimagrimento non sarà più necessario ripetere o mantenere nessun regime alimentare.  

 

16 giugno

Mater semper certa, pater?

per questioni di spazio scrivo qui il mio commento ai vostri del post precedente…e voglio farlo nella maniera più ironica possibile, cattolici ortodossi non l’abbiate con me se utilizzo le parole di Sant’Agostino, ma riportano esclusivamente il concetto distorto che si vuol far passare per giustificare scelte umane e non divine. Infatti qui non si discute di dogmi ma solo di scelte umane e personali. Se gli antropologi ci dicono che la verginità della donna è esclusivamente data della necessità del maschio dominante di assicurarsi (e io dico rassicurarsi) che il frutto del rapporto sessuale sia il suo,  le religioni monoteiste (fatte e comandate da uomini) non hanno fatto altro che trasformare questa necessità in precetto. Rispetto la santità del matrimonio e mai verrei a discuterne qui, ma “la tribolazione della carne” è un’altra cosa… Lo dice anche l’Apostolo Paolo bisogna essere indulgenti!

 La ” tribolazione della carne “.

16. 16. Aggiunge Paolo: Costoro però avranno le tribolazioni della carne, mentre io voglio esservi indulgente. Esorta in questa maniera alla pratica della verginità e della perpetua continenza, e quasi quasi parrebbe distogliere dallo sposarsi. Il suo dire però è misurato, come si conviene in una cosa non cattiva o illecita ma soltanto onerosa e molesta. Infatti, una cosa è abbandonarsi alla sregolatezza carnale, e un’altra subire le molestie della carne. Nel primo caso si commette colpa, nel secondo è solo questione di fastidio da tollerare: di quei fastidi che, normalmente, l’uomo non rifugge nell’adempimento del proprio dovere anche il più onesto. Comunque, all’età nostra, quando la propagazione della specie non riveste più la funzione di servizio al Cristo venturo nella carne, sobbarcarsi al peso di questa tribolazione carnale che l’Apostolo predice ai coniugati è proprio da insipienti: a meno che non si tratti di persone talmente incapaci di continenza che, sotto la furia delle tentazioni diaboliche, cadano in peccato e incorrano nella dannazione. Che se poi dice, l’Apostolo, di voler essere indulgente verso coloro cui predice tale tribolazione, non mi viene, per il momento, spiegazione migliore di questa: che, cioè, egli non vuol manifestare né descrivere in termini chiari quale sia in realtà la tribolazione della carne che predice a chi sceglie la vita nel matrimonio. Sono i sospetti e le gelosie fra coniugi, la procreazione e il mantenimento dei figli, i timori e le lacrime della vedovanza. C’è infatti persona sposata che non sia soggetta e, talora, sconvolta da simili angustie? Senza però che abbiamo ad esagerarle; poiché non conviene che noi siamo intolleranti là dove l’Apostolo ritenne opportuno usare indulgenza.http://www.sant-agostino.it/italiano/santa_verginita/index2.htm 

 

 15 giugno

Dalla non è un cantante, è un consiglio!

Ecco un argomento che difficilmente mi trova d’accordo con i dettami della mia religione: la castità. Non ne comprendo la necessità, non ne condivido le ragioni. L’amore è donarsi anche nel corpo, quale sacrificio peggiore si può chiedere ad una coppia che si ama di non scambiarsi l’amore nell’atto sessuale? Se poi si vuole suggellare questo amore con il matrimonio è una scelta diversa. L’idea che ci debba essere una sorta di donazione all’atto del matrimonio di una verginità che è pressoché tutta al femminile, mi ricorda una sorta di garanzia, di certificato di sana e robusta costituzione. Perché la Chiesa tollera il sesso per gli uomini e chiede la verginità alle donne? Perché in fondo è così, anche se so benissimo che la castità dovrebbe essere per entrambe. Non parliamo poi della continenza nei rapporti! Ma si può pensare di fare sesso solo in costanza di matrimonio? Ho superato i miei 30 anni e sinceramente non ho mai pensato che li avrei raggiunti da vergine, e infatti figlia degli anni ’80 non ho fatto a tempo a conservarla così a lungo. Ma se lo avessi fatto ora mi sentirei sinceramente molto meno donna, adesso farò infuriare quelli che non la pensano come me, ma io penso che conoscere il proprio corpo e quello del proprio partner è essenziale per far funzionare un rapporto duraturo, non ci devono essere sorprese. Poi la cosa poteva funzionare nei primi del ‘900 quando una coppia si conosceva, oppure non si incontrava affatto e si sposava nel breve termine, ma ora tra precariato, denari che mancano, studi ecc il fidanzamento dura almeno 10 anni, e sinceramente hai voglia di aspettare il matrimonio per consumare! La muffa è dietro l’angolo…Da ultimo, non credo che l’atto sessuale sia o debba essere catalogato nei peccati, o debba essere disciplinato nei modi da effettuarsi (sempre che questi non siano espressione di una mente malata), personalmente ho dato e ricevuto amore attraverso il sesso, e mai me ne priverò  o priverò il mio partner della gioia di condividere un momento di intimità con me. Gli altri posso se vogliono scegliere di restare casti, ma io consiglio loro di smetterla di moralizzare gli altri a ogni costo e rilassarsi un po’ di più, magari facendo sesso…  

 

14 giugno

Mutare ma resistere.

Non bisognerebbe mai negare se stessi e quello che intimamente siamo agli altri, non si può mascherare con parole e artefatti ciò che in realtà è il nostro essere. Anche  se la generalità delle persone non si accorgono di quello che proviamo o dei sentimenti che portiamo dentro di noi. Negare il nostro io, ci può portare solo all’aridità al non riconoscerci più a causa di quello che abbiamo fatto ai nostri sentimenti, per le trasformazioni che abbiamo operato su noi stessi. La corazza spessa che abbiamo indossato può incrinarsi all’improvviso schiacciata dal peso di un sentimento che non siamo in grado di sopportare, e non riuscire a darsi un perché di tanta sofferenza per qualcosa di così naturale come l’amore. Chi si abitua a vivere con la morte, chi pensa se stesso come qualcosa che potrà mutare solo in peggio, accetta il male come compagno e per non soffrire ci si allea. Non riuscire a sopportare la progressiva disfatta dovuta ad una malattia, che ti porta a non poter amare come vorresti, non può essere motivo per non amare più, ma solo per farlo in silenzio. Mi sono ritrovata in una Chiesa a pregare, senza avere parole da dire, o preghiere da recitare, però per la prima volta ho fatto una richiesta. Ho chiesto di avere la forza di accettare ciò che la vita mi ha riservato, di non respingere mai più tutto quello che mi accade. Ho smesso di arrabbiarmi tanto la sofferenza non si attenua, anzi peggiora e il male ti si fa amico e ti imbruttisce. Non voglio negare quella che sono ora, voglio viverla questa situazione, è la mia vita l’unica che ho e la voglio vivere in modo vero e pieno.  

 

13 giugno

Copia e incolla.

Un’oretta al giorno per fare copia incolla dei miei post, per portare con me i miei pensieri e i vostri commenti, nel nuovo blog. Pian piano sta nascendo e spero di trasferirmi presto… Fra poco ci sarà una nuova Ellesmèra ma la Arya di sempre a scrivere di se e del mondo che la circonda. Per ora vi ringrazio

12 giugno

Gioia per il mio intelletto.

Quando l’ho conosciuto mi ha colto un sentimento diverso dal solito, mai provato. Per la prima volta avevo trovato qualcuno con cui avere un’intesa intellettuale, in lui ho trovato la gioia di condividere i miei interessi culturali, le mie idee politiche. Discutere e confrontarmi, avere la soddisfazione di poter parlare con qualcuno veramente preparato e assetato di conoscenza, curioso di sapere e di apprendere la vita e tutte le sue espressioni. La critica, l’analisi delle cose così come lui me le presentava, mi affascinavano, e tutt’ora che non posso avere con lui, quel contatto verbale che tanto desidero, ogni suo scritto è fonte di gioia per il mio intelletto. Mi piace il sapore aspro della sua critica, la ricercatezza dell’espressione, il significato ponderato delle parole. Amarlo è stato facile è stato più difficile ammetterlo. Ci sono storie che hanno solo sesso, altre che invece si nutrono di pensieri e della loro espressione, non è stato necessario un contatto fisico perché il mio cuore si legasse a lui ma la sua cultura e l’esercizio che lui fa di questa.Il suo bellissimo corpo, le sue delicate ma virili fattezze sono solo l’involucro di quello che per me in lui è più importante. Non esagero quando dico che potrei stargli accanto solo per sentirlo parlare e che mi manca soprattutto questo lato di lui. Ci sono uomini che ti lasciano un segno che non puoi cancellare, ci sono uomini che è impossibile non amare.

Fermiamo gli orchi.

Un’amica mi ha girato questa petizione….. http://petizione.epolis.sm Vale la pena leggere e informarsi, perchè certe cose non passino inosservate ma generino riflessione e inorridimento in tutti! 

11 giugno

Parallelismi.

Gli estremismi non sono mai buoni, qualsiasi ne sia la parte destra o sinistra e o anche troppo al centro (con il rischio di essere così mediani da non riuscire a prendere mai una posizione certa) portano a scelte di razzismo rivolte a tutto ciò che è diverso dalla propria posizione.Di questi tempi l’Europa è attraversata da una più o meno strisciante intolleranza religiosa e razzismo xenofobo, ne sono prova le vittorie elettorali che negli ultimi mesi, si susseguono in tutti gli Stati d’Europa. C’è paura, la gente ha bisogno di certezze più o meno condivise. La paura  può avere le sembianze dello straniero che varca la Fortezza Europa, il diverso per gusti sessuali, il non integrato, comunque di volta in volta qualcuno lo si trova. Lo sconcerto sta nel vedere, che spesso a fare scelte di rigore purista sono quegli stati da tutti reputati come isole di tolleranza, dove le lotte per le parità sono ormai superate perché acquisite giuridicamente. Eppure frange di intolleranza sempre più marcata dividono le popolazioni belga, olandese e tedesca, per fare qualche esempio. Intolleranze mai sopite che dividono e inaspriscono gli animi, che sono alla base di campagne elettorali sempre più vincenti perché danno quella sicurezza di protezione, richiesta da coloro che vedono minacciati i propri beni e affetti da una recessione economica che porta con se anche un aumento della violenza, di quel tipo che spaventa di più perché è sotto e dentro casa propria e non solo in tv.Queste osservazioni mi danno spunto per un parallelismo storico che seppure azzardato, a me dà l’idea di quello che è il malessere sociale ed economico che attraversa l’Europa.Parlo del ‘500 europeo, delle guerre di religione, dei conflitti nel Mediterraneo, della presenza di un Islam che preme alle porte dell’Europa, di un’economia che pare forte ma arranca, del susseguirsi di bancarotte alternate a grandi alleanze economiche. Alla cristallizzazione delle gerarchie sociali e a un crescente distacco dei detentori del potere e della ricchezza dal tessuto sociale e all’abbandono del profitto per la rendita. Gli appelli delle Chiese cristiane d’Europa ad una cristianità più forte, la richiesta di queste di attenersi al rigore delle scelte dei propri vertici religiosi, il richiamo che queste fanno nei confronti dei governanti sulle scelte che questi devono porre in essere, ricordando loro che c’è chi della loro anima deve tener conto, se allora scatenarono guerre di religione oggi alimentano il comportamento intollerante  delle ortodossie religiose, che si pongono come evangelizzatrici e moralizzatrici di una società che reputano corrotta.Stiamo vivendo un impoverimento culturale e una strisciante censura si sta facendo strada in tutte le espressioni di opinione,  gli imperativi della difesa militare e della ricerca di danaro a tutti i costi rendono campi di battaglia quelle che di fatto sono ancora colonie degli Stati occidentali a fronte sempre parlando di parallelismo storico, di quello che nel ‘500 è stato l’apogeo dell’Impero cinese.Non penso che in futuro ci sarà un periodo buio quanto il ‘600, ma un po’ di esercizio storico e un’analisi che valuti la ciclicità degli eventi storici ci potrebbe dare una mano a risolvere i problemi socio-economici e a non dare retta alle false offerte di sicurezza, che anche nel nostro tempo possono portare a pericolose derive assolutiste. 09 giugno

Per te questo ed altro…

Ci sono poche persone a cui si può chiedere tutto o quasi, e per questo che quando penso a lei il mio cuore si riempie di gioia, avere un’amica così dolce e cara è cosa rara. Preziosa come  un gioiello da tenere nello scrigno del cuore, da custodire con amore e da rispettare.Destini a noi sconosciuti ci hanno fatto incontrare e beffardamente ci hanno regalato mille e una somiglianza, la mia dolce amica è infatti esteticamente e caratterialmente simile a me.Ci accomuna il saper coltivare la nostra amicizia giorno per giorno, senza mai nasconderci la verità di pareri a volte scomodi, ma che detti con il cuore non fanno mai male, anzi rinforzano. La sua giovane età la dimostra con la delicatezza del suo viso, la sua saggezza con le parole e i fatti. Il suo buon umore e la sua risata sono contagiosi. La stimo per la sua forza e l’ammiro per il suo procedere senza compromessi, ha le idee chiare ma si sa porre anche mille dubbi sulle cose della vita.La considero la mia sorellina, è la mia migliore amica.

08 giugno

Una fata!

Fogli, matite, colori e fantasia, un pomeriggio passato a disegnare un logo. Non con i soliti strumenti grafici, ma cercando di pensare come un bambino di pochi anni, per comunicare il suo mondo per dire cosa è per lui una fata. Redigere il progetto e comunicare il suo scopo stavolta è diverso, infatti  i business plan spesso sono solo la sommatoria di possibilità più o meno concrete di una buona riuscita dell’idea imprenditoriale di base, questa invece è qualcosa di originale, la persona che la realizzerà ci crede veramente e mi ha coinvolto nel suo entusiasmo.Questo progetto mi sta mettendo una carica che non mi aspettavo, oggi mi ha ricordato che non è semplice aprire la mente alla fantasia e cercare di essere di nuovo bambini, giocare senza schemi, usare i colori non pensare alle sfumature, non legarsi ai dettagli, liberi di osare. Per un volta legislazioni, tecniche di budgeting, stesura di abstract sono state mitigate da un po’ di allegria, stasera sono molto stanca, ma ho il sorriso.

07 giugno

Sigmund mi aiuti?

Che strano sogno stanotte, veramente particolare: cercavo di aprire il suo space ma invece appariva una maxi scritta: questo space tu non lo puoi leggere, l’ho chiuso perché tu non possa visitarlo. Poi il marrone della pagina web inondava la mia stanza, una stanza che non avevo mai visto. E capivo che ero finita dentro il computer ma poi stavo di nuovo fuori e su di una parete c’era la stessa scritta, mi ritrovavo a leggerla ossessivamente. E’ stata una cosa bruttissima un incubo, io non so se lui legga il mio blog o sia a conoscenza che ne possiedo uno, questo penso sia probabile, a me capita di sfogliare il suo ma di richiuderlo spesso senza leggere nulla, come mi capita di fare qualche commento ma senza nessun intento di riallacciare un qualche rapporto, solo perché scrive cose giuste e piacevoli alla lettura. L’idea che potesse preoccuparmi la chiusura di uno spazio privato mi ha perplesso, in fondo lui non vuol sapere più nulla di me perché io dovrei meravigliarmi se mi impedisse l’accesso al blog. Sto dicendo cose senza senso, dovrò mangiare più leggerlo la notte.

06 giugno

Il nostro Tempo.

Oggi leggendo un articolo su Quinotizie (vedi link in basso) sui cinque anni dell’avventura editoriale di Quinotizie Sardegna Nord, mi ha convinto sempre più che gli ultimi cinque anni con i loro avvenimenti, hanno si scosso il mondo ma lo hanno anche assuefatto alle tragedie, agli scandali e alle malversazioni di ogni genere.Chi ha scritto l’articolo descrive con cura una serie di avvenimenti che di certo non possono essere annoverati tra i normali accadimenti che uno si attende da soli 5 anni di un nuovo millennio che ci ha profondamente cambiato, e secondo me reso più tolleranti verso ogni sorta di malvagità. Riusciamo a scordare uragani, guerre, stupri, scandali politici e calcistici in poco tempo, l’usura delle notizie è accelerata, tanto quanto basta per essere sostituita da una nuova e più cruda. Manca o sta venendo a scemare quella sana indignazione, obbligatoria nei fatti di cronaca, è stata pure quella sostituita da una temporanea e fugace intervista fatta nel momento del maggior scalpore. Ogni giorno muoiono uomini dilaniati da attacchi kamikaze e se 3 anni fa erano in prima pagina ora compaiono nei piccoli titoli scorrevoli dei tg. Uomini di malaffare hanno i titoli migliori non già per la punizione che hanno ricevuto ma per l’intervista confessione che hanno rilasciato al giornale di gossip.Mi piace questa frase “Le indagini su Vittorio Emanuele di Savoia per sfruttamento della prostituzione, “Vallettopoli” e “Calciopoli” sanno di pulizie di primavera e danno l’illusione che tiri aria nuova nel Belpaese”, perché è di illusione che si deve parlare poiché ciascuno scandalo che scoppia in Italia è ormai solo un modo per farci capire che ci sono degli intoccabili, coloro che possono soprassedere alle leggi dello Stato, persone che se finiscono coinvolte in loschi raggiri riescono non solo a farla franca ma anche a ottenere una pubblicità benevola e gratuita che li riporta a breve sulla cresta dell’onda, anche quando hanno rovinato tanti e questi non verranno mai risarciti.E’ un Paese questo dove la giustizia ha tempi biblici e i governi sono in bilico, dove la gente lavora ma pensa che chi ruba fa meglio, dovremo chiederci il perché ci sia una assuefazione così marcata per la truffa e se scusare comportamenti illeciti non ci porti poi a votare politici corrotti, o ad accettare le loro iniquità, se la vita sociale non debba invece connotarsi di un sano spirito civico, per rendere la nostra società più sensibile e civile.

05 giugno

Il croccante fungoso.

Primi di giugno ed è iniziata la programmazione tv estiva, bella fresca! Si ma fresca dal congelatore Rai e Mediaset, la tv generalista ha deciso di offrirci per l’ennesima volta programmi  che hanno il sapore del gelato che mia madre ogni anno dimentica in fondo al freezer e lo ritrova quando sbrina e che è stato troppo tempo insieme a  piselli e funghi surgelati tanto da averne preso il sapore, a casa lo chiamiamo il croccante fungoso. Ma torniamo ai programmi e in particolare alle fiction e film tv, tra le nuove proposte ci sono La Signora in Giallo, Rex, Il Giudice Amy, Beverly Hills 90110 e a grande richiesta Walker Texas Ranger, quelli più spudorati e anche i più vecchi li danno la mattina quando solo anziani e malati vedono la tv, forse contano sulla scarsità di memoria a breve termine di quella fascia auditel. Ormai le immagini sono così usurate e i soggetti così vintage che a volte li guardo come si fa con i filmini super otto, tanto per ricordare i tempi e le mode passate, sono ormai pezzi di modernariato.E’ vero i poveri non vanno in vacanza e le emittenti  hanno già spesi i soldi per la programmazione, lo hanno fatto per quella fascia auditel più redditizia, che può acquistare o fa acquistare i prodotti pubblicitari, quella fascia giovane o adulta che ha assorbito reality e programmi di intrattenimento per tutto l’inverno e che non paga di tanto ora va a finire di abbrustolirsi il cervello al sole, non prima di esser passata ad acquistare l’ultima griffe per il mare.Ciò che mi irrita è anche il fatto che pure le notizie dei tg vanno in vacanza, da ora in poi sentiremo parlare di creme solari, show girl e flirt da vip. Come al solito i decreti più brutti e le porcate peggiori verranno approvati nel silenzio stampa o per lo meno saranno edulcorate, la politica e la cronaca dovranno trovare spazio tra le notizie di gossip e a settembre andata via l’abbronzatura ci ritroveremo sulla pelle una nuova gabella passata a tutti inosservata.Penso che quest’estate leggerò molto e navigherò su internet altrettanto, ma penso a chi non lo può fare a quelli che una scelta non l’hanno e  vengono trattati da cittadini di serie B anche da una tv che pagano e non potendo protestare subiscono.

03 giugno

non c’è due senza tre..

Dopo aver trasformato in un lacrimario il precedente blog ora mi accingo a cambiare di nuovo, stavolta non sono i contenuti a irritarmi ma la grafica di Windows live Spaces, veramente piatta e che mi costringe perfino ad attingere a mondoglitter per renderlo meno banale. Oltre al fatto che menti ristrette ne controllano il contenuto e potrei vederlo sparire in un istante. Chi tra voi che lo utilizzate non si sente un po’ ghettizzato?  Non c’è l’ho con il blogger che stanno su questa “piattaforma” se così si può definire, ma ultimamente non capisco perchè vengano segnalati tra gli space aggiornati esclusivamente  quelli dei teenagers, che naturalmente hanno priorità di discussione diverse dalle mie. Non vado alla ricerca di visibilità ma piuttosto vorrei trovare con chi discutere di ciò che mi interessa e magari collezionare critiche. Mi sto impegnando perciò a migrare… spero di riuscire nel mio intento a breve, per ora faccio tifo per quelli che usano WLspaces per argomentare le proprie opinioni e gli danno un valore che ahimè in generale scarseggia.

02 giugno

Agire per creare…riflettere per trovare.

Ci sono sabati come questo che vorresti non esistessero mai, che passano ma ti fanno star male. Ci sono giorni in cui una fitta al petto non ti fa respirare, è l’angoscia di sentirsi inadatti a tutto ciò che ci circonda. Sono sere che hanno lunghi giorni alle spalle, sono quelle in cui i ricordi dei tuoi errori non ti danno pace. Non riuscire a dimenticare che si è ferito qualcuno che si ama, non riuscire a dimenticare i propri fallimenti professionali.Mi trovo in panne su di una strada deserta, e sento che la notte sta calando. Devo affrettarmi a fare le mie scelte, e devo fare quelle giuste. Vedo le luci del giorno che calano all’orizzonte e vorrei realizzare qualcosa di buono nella mia vita, vorrei creare qualcosa che porti del bene che mi faccia sentire meno inutile. Sono disposta a grandi sacrifici pur di raggiungere lo scopo, perché il mondo non debba sopportare il peso di un altro essere umano che non si è adoperato per migliorarlo, che non ha lottato per esso.Ho deciso di portare nel mio cuore il suo sorriso e di far in modo che nulla e nessuno prendano questo spazio, l’amaro che ho dentro non potrà mai venir addolcito dalle labbra di qualcun altro, ho fatto un errore con lui e giustamente ne pago il prezzo.Ora però ci sono altre priorità: devo agire, devo riflettere per trovare.

“Di frontiera non è difficile morire” http://fortresseurope.blogspot.com/

01 giugno

Generazione X.Cosa ci manca? Cosa non ci fa muovere verso uno stessa meta? Ci chiamano la Generazione X, indefinita ed indefinibile. Ma non credo che la nostra generazione abbia meno ideali di quelle passate e non credo che sia solo colpa del momento storico che stiamo attraversando. Noi che abbiamo visto il mondo occidentale mutare profondamente, che siamo cresciuti con il mito del business reganiano, e siamo diventati di sinistra quando il comunismo decadeva, siamo stati sfiorati dalle paure della guerra fredda e abbiamo vissuto la pace osservando guerre lontane. Siamo cresciuti e siamo incazzati, ma non riusciamo a fare sentire la nostra voce, abbiamo accettato la flessibilità e ora ci hanno fatto diventare precari. Il nostro mondo è in pericolo, ma non riusciamo a difenderlo. Siamo coscienti che se non ci muoviamo non otterremo nessun risultato, ma ci stiamo a guardare. Abbiamo ideali veri da difendere non meno importanti di quelli che hanno difeso i nostri genitori, ideali che sono in pericolo corrosi da una politica che non sa dare risposte, da pregiudizi ideologici e religiosi che sono rigurgito di antiche posizioni di privilegio, da razzismi mai sopiti.Cosa ci impedisce di far sentire la nostra voce, perché tolleriamo una X, per il mondo siamo i mammoni, quelli che non sanno rischiare che non vogliono mettersi in gioco, eppure non è così! Ogni giorno andiamo avanti in una società che non ci offre un granché, facciamo lavori saltuari e mal pagati, pochi di noi hanno il posto fisso quello con cui ti puoi costruire un futuro. Ma ciò che dico è: perché non riusciamo a mutare il sistema, il nostro voto politico la nostra cultura potrebbero essere le armi per mandare a spasso chi non ci sa dare le risposte che meritiamo. E’ necessario che questa generazione si svegli dal torpore e  difenda quello in cui crede.

 

Quel sorriso…

Stanotte non riesco a dormire, un dolce ricordo mi torna alla mente, il suo dolce sorriso in una sera d’inverno.È notte e siamo la sulla terrazza dell’hotel, l’aria  sgombra e il cielo pieno di stelle, lui fuma e io lo osservo, sento che sto parlando troppo vorrei tacere, gustare quell’attimo di tranquillità. Lo guardo, la sua barba curata gli conferisce un aspetto virile, i lineamenti del viso ne sono incorniciati e il suo sorriso mostra tutta la gentilezza del suo animo. Si chiacchiera di antiche tradizioni, io spiego qualcosa ma non faccio caso alle parole che dico, parlo ma sento in me l’imbarazzo.La luce fiocca della terrazza avvolge anche i miei pensieri, realizzo che quell’uomo non è più per me un collega o un amico, sono bel lontana dal capire quanto ne sia innamorata ma so che non posso permettere che lui si accorga di questo.Mille pensieri in un attimo, uno solo quello giusto finire il lavoro, presto e scappare. Per non fare entrare nella mia vita un uomo così straordinario, per non portare nella sua la mia sofferenza. L’amore non ha tempi e modi definiti ti coglie di sorpresa, può in attimo farti capire ciò che ti era sconosciuto da una vita, può regalati il sorriso di un uomo da tenere da parte nelle notti in cui non riesci a dormire.

31 maggio

Sono di sinistra, non sono alternativa.

Di questi tempi il must è essere alternativi, a cosa? Ma a tutto! Tutto deve avere un alternativa, serve due o più di tutto. Ma spesso l’alternativa non è vera genuina differenza del già conosciuto ma clone mal riuscito di ciò che esiste già. In particolar modo mi riferisco alla nascita della “sinistra alternativa” che a me pare un prodotto taroccato di una sinistra che arranca senza trovare le ragioni delle proprie sconfitte. La sinistra politica, comunista e progressista si sta perdendo in mille rivoli, cerca di soddisfare tutti ma questo è impossibile per una coalizione di partiti così eterogenea. Ciò  che manca è il collante ideologico, non è bastata la firma di un documento programmatico pre-elettorale a fare di loro una squadra. Sono amareggiata, dal per me, fastidioso sorriso che questo governo riesce a stampare sulla faccia di Berlusconi. A una Confindustria che per voce di Montezemolo riesce a esprimere molti più concetti “rossi”, che i ministri di sinistra.Se di alternativa si deve parlare che allora si mettano in campo quelle coraggiose riforme che  ci sono state promesse, per cui gli italiani credendo hanno votato, il diverso sarebbe vedere meno precarietà e più welfare, discontinuità è trovare la via per una crescita non rietichettare un insieme di partiti. Perché nel mentre che si scelgono i nomi e si fanno le riunioni per la ricerca di leaders, l’Italia arranca e la destra si sfrega le mani. Solo che se l’andazzo è questo non si potrà disconoscere a chi tornerà o lo ha già fatto, a votare la destra che l’alternativa sono loro. A volte è necessario essere l’opposizione di se stessi, il pungolo che fa andare carro e buoi diritti. 

30 maggio

Uno scrigno per l’anima.

Mi affascina tutto ciò che è nuovo, tutto quello che riesce a farmi incantare, riflettere, pensare. Mi piace gustare un cibo nuovo, vedere un luogo a me sconosciuto, conoscere nuove culture, confrontarmi con opinioni diverse dalle mie. Credo nella crescita personale come unico percorso possibile di vita, e che ci sia un sentiero che vada esplorato senza preconcetti, guidati da un sano spirito critico e illuminati dall’ottimismo. Credo che la vita possa solo dare non togliere e che i momenti di dolore vadano affrontati con l’idea che siano solo momenti, non la vita intera. Percorrere la mia vita è difficile, quando questa muterà dovrò mutare anch’io, trovare il modo di viverla diversamente ma pienamente, non so se sarò capace di arrendermi all’inevitabile decadimento del mio corpo e se il mio spirito potrà rimanere vivo come lo è ora. La vita è fatta anche di rabbia, per le cose ingiuste ma arrabbiarsi non serve a nulla se non si lotta perciò che si trova ingiusto, anche qualcosa che non si può sconfiggere e che ci tocca personalmente. Spero di non perdere la voglia di scoprire, di creare cose nuove. Mi rendo conto che sto dando priorità alla mia innata razionalità e sto togliendo pian piano dalla mia vita quel dolce gusto che sa dare l’amore, quella sensazione di farfalle nello stomaco che sento quando penso a lui, sto mettendo tutto dentro uno scrigno, quello dei ricordi, nel tentativo di chiudere là dentro il dolore che provo per averlo allontanato da me con il mio comportamento. Sto chiudendo dentro quello scrigno anche i miei sentimenti, per cercare d’essere meno vulnerabile, ma sento che sto diventando arida. E sento come il mio mutare tocchi l’animo di quello che mi stanno intorno, ora non riesco a trovare un modo per non soffrire, il chiudermi è l’unico metodo per non sentire, spero di trovare qualcuno che non mi permetterà di chiudere quello scrigno, perché ora l’unica persona che potrebbe farlo ha buoni motivi per stare lontano da me. 

29 maggio

Il fine giustifica i mezzi?

Ci sono notizie che non possono esser commentate se non con unma un limite esiste? http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2007/05_Maggio/27/rene_reality_premio_olanda.shtml 

 

Il lato fashion.

Martedì… giorno di terapia, vi assicuro che fa strano dove scegliere un giorno della settimana in cui star male, pianificare un giorno dove il tuo stomaco sta meglio sul comodino che dentro di te, e ti senti ubriaca tanto da vedere doppio, e il tuo colorito è molto orientale. Non che i giorni successivi siano migliori mah…Comunque sto riscoprendo il lato inaspettato della cura, tutto grazie a mia madre che la mattina alle sette è già in macchina (io sono più restia a precipitarmi all’ospedale) perché mi vuole accompagnare a tutti i costi, anche se protesto dicendole che finché le mie gambe mi permetteranno di guidare vorrò fare tutto normalmente.Ma ultimamente non protesto più, perché nell’attesa che io finisca la flebo, lei fa visita a qualche negozio e torna sempre con qualche capo d’abbigliamento per me, ho idea che a fine  terapia avrò per lo meno l’armadio rinnovato, completo d’accessori. In fondo questa cura migliorerà qualcosa di me…il look!

28 maggio

Sono con te.

Un vaso di cristallo che scivola dalle mani e va in frantumi in un fragoroso tonfo, e i pezzi si spargono ovunque, chissà dove andranno a nascondersi e chissà per quanto tempo pur cercandoli tutti ricompariranno nei prossimi giorni, mesi, anni. Piccoli pezzi che il tempo non renderà certo meno taglienti e che maneggiati con disattenzione provocheranno ferite.Questa può essere la rappresentazione di ciò che in questi giorni è accaduto ad un amore durato anni, più di un decennio. Una  giovane donna, a cui sono profondamente legata non solo per il fatto di sangue, ma soprattutto dall’amicizia,  ha avuto il coraggio di andare contro tutto ciò che per lei era già stato programmato, dire di no ad un amore finito e ad un matrimonio prossimo. Ma soprattutto a quelli che insistevano perché facesse la “cosa giusta”, cioè passare il resto della propria vita con un uomo che non si ama ma salvare l’onore della famiglia. Oggi ha detto no, no alle convenzioni, no ai compromessi, no perché il matrimonio non è una questione d’onore. Sono per lei giorni di dolore ma anche di sollievo, posso solo tenerle la mano e dirle coraggio io sono con te

27 maggio

Scarica barile.

Stanotte mi ha perseguitato l’immagine terribile di decine di uomini aggrappati alle gabbie dei tonni, in mare aperto, stremati dalla fatica e dalla fame. Uomini rifiutati da tutti, non degni di soccorso, vittime non solo della loro miseria ma anche di qualcosa di più assurdo quale un rimpallo di competenze! Vite meno preziose della merce che trasportava l’armatore che si è rifiutato di prenderli a bordo. Anime penitenti in balia di un mondo che non li vuole, non li accetta che li affama tanto da far loro attraversare il mare, nella speranza di un futuro migliore, di una concreta possibilità di sopravvivenza. Quanti di loro sono morti? Quanti moriranno ancora? Quanti sopravvivendo capiranno che quello che vanno cercando non esiste, o per lo meno noi non vogliamo condividerlo con loro. La nostra ricchezza, il nostro benessere non sono per loro, per gli Stati occidentali sono braccia per la terra, sono carne per le strade. Eppure ieri, su quelle gabbie ho visto uomini, ho visto l’urlo della disperazione, non possiamo permettere che accadano queste cose, abbiamo i mezzi e i modi per farlo. Indigniamoci, reagiamo non dobbiamo accettare con passività, non lasciamo che la morte e il dolore di migliaia di uomini, che attraversano i nostri confini, che siano di mare o di terra, resti una notizia di cronaca da ascoltare oggi e dimenticare domani.  

 http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/barcone-scomparso/gabbie-tonni/gabbie-tonni.html 

26 maggio

Solo il mio parere.

Il post precedente ha messo in moto una discussione interessante, a cui non mi sottraggo, in parte perché chi decide di esprimere le proprie opinioni deve sempre accettare quelle degli altri, non necessariamente condividerle ma per lo meno riflettere su ciò che gli altri dicono, soprattutto perché spesso hanno ragione. È infatti dall’incontro di due idee e non dal loro scontro, dal riconoscere le sfumature delle emozioni insieme alla difesa delle proprie ragioni, che nasce un dibattito che può portare a conoscersi reciprocamente e ad accettare le posizioni del proprio interlocutore, soprattutto se gentile come chi ha risposto ai miei post. Detto questo vorrei ora esprimere la mia personalissima opinione riguardo la mia decisione di non coinvolgermi più emotivamente con nessuno. Partendo dal fatto che do ragione a chi mi dice che non si può scegliere di chi innamorarsi, figuriamoci se lo so! Avrei certo scelto un altro uomo di cui innamorarmi, e da cui farmi respingere. E do ragione anche a chi mi dice che nessuno può dire ad un altro che sentimenti provare, se amarti o odiarti, se restare con te o lasciarti. Certe volte capita che uno si esprima male, forse perché quando una scrive in preda al dolore fa passare idee e sentimenti così forti, che altri leggendoli possono fraintendere. Penso di aver espresso male l’idea che ho della vita e dell’amore, e della mia malattia. Cercherò di rimediare: La vita: è una cosa che va vissuta per quella che è e che Dio ti ha concesso, bella o brutta che sia, assaporandola tutta, fino all’ultima goccia. Ma ciò non significa che le sconforto non faccia parte a volte della vita. L’amore: quando ho visto il sorriso di quell’uomo ho capito che mai nessuno sarebbe riuscito a farmi provare una sensazione come quella, in un semplice attimo ho riconosciuto dentro di me un sentimento che andava oltre a tutto ciò che avevo mai provato. L’amore non si controlla, non si sceglie, non può respingere. La malattia: non cerco di giustificare nulla, mi rendo conto che fa parte di me e basta, che non mi abbandonerà e che viverla è più facile che rifiutarla. È un morbo che pian piano riuscirà a distruggere la mia normale esistenza, che mi allontanerà dalla società perché mi sta rendendo disabile, ma non ho intenzione di arrendermi. Quello mai! E mai la utilizzerò per giustificare qualsiasi mia scelta. Essere malati non giustifica mai nessuna azione, tanto meno la si deve usare come mezzo di ricatto morale per ottenere la pietà o l’affetto degli altri. Il coinvolgimento nei sentimenti: è diverso, è una cosa che riesco perfettamente a dominare, con il metodo più semplice che esista, scappando. E finora la cosa mi è riuscita bene, ho rovinato una relazione lunga di 10 anni e una mai iniziata di 3 mesi, mi riesce facile perché ci metto tutto il mio impegno, ed è sicuro anche l’uomo più innamorato sparisce. Perché lo faccio? L’ho già detto e lo ripeterò, e premetto è solo una mia personalissima opinione, e per tale deve essere presa, io non accetterò mai che nessuno, tanto meno un uomo che sta incominciando la propria vita matura e che ha di fronte a se un brillante futuro, rinunci a tutto per occuparsi di me. Vivrei ogni giorno il rimorso di limitare un altro, che per amore non si rende conto che sta rovinando la propria vita.

25 maggio

Semplicemente…complicato.

La vita è strana, per lo meno complicata, ha percorsi a noi sconosciuti e a volte incomprensibili. Se poi è l’amore l’argomento la cosa si fa veramente difficile. Questa non vuole essere una disquisizione sull’infinito e sull’amore, o come direbbe il mio vecchio prof dell’Università: non voglio discutere del sesso degli angeli. È solo che oggi ho capito quanto dolore si può dare a qualcuno in maniera assolutamente non intenzionale (io direi un reato preterintenzionale). Molti dei miei post, sono lo sfogo alla necessità di esprimere il mio amore per un uomo fantastico, che però non mi ama (IO TI AMO), ma anche racconti di semplice vita quotidiana. Che c’entra tutto questo? Che quello che non sfogo qui lo faccio sulle spalle di un carissimo amico, il quale mi ha letteralmente spedito all’inferno perché lui ama me ma io non amo lui perché amo l’altro…Gasp!. Ora vorrei che colui che ha inventato l’amore mi spedisse le istruzioni per l’uso, o almeno mi desse la possibilità di esercitare il diritto di recesso per materiale falloso, perché il mio cuore e il mio cervello sono in corto…da qualche parte devo avere ancora lo scontrino dell’acquisto.


24 maggio

Vietato “ruminare” i problemi.

È difficile parlare o scrivere qualsiasi cosa quando si è arrabbiati con se stessi e con il mondo, ma non è giusto passare il tempo a frugarsi dentro cercando soluzioni a perché di cui non abbiamo neanche la più pallida idea di come risolverli. Inoltre si fa la figura di quella che non sa reagire, anche se è dura reagire a qualcosa che si sa di non poter combattere, è la classica situazione di Davide contro Golia, solo che a me manca anche la fionda.Voglio affermare e voglio spiegare a chi mi legge, perché chi mi conosce lo sa già, che sono una persona solare che ama la vita, anche quella schifosa e piena di casini che ora mi ritrovo. Che crede in Dio ma non negli uomini che dicono di parlare a suo nome e invece con la loro vita e le loro opere, usano la religione per fare politica e che non separano, per proprio affare, il sacro dal profano. Quelle gerarchie che non sono pastori di anime, ma imprenditori che hanno come unico scopo il lucro.Dopo una bella batosta come quella di dover ricominciare la cura, ho ripreso o almeno ci provo a fare le cose di tutti i giorni e cioè trovare un nuovo lavoro, fare qualche consulenza amministrativa, il tutto con la fatica e le limitazioni dovute allo star in pessime condizioni fisiche.Ma è il buon umore quello che voglio recuperare, tenermi impegnata mi aiuta, non riesco a stare a letto ho persino deciso di raggiungere un compromesso e farmi accompagnare da qualcuno quando esco, l’importante è tornare alla vita e vedere gente, non sono fatta per stare dentro una camera a incupirmi e “ruminare” i miei problemi.

22 maggio

Ricomincia la terapia…#@!?

Vorrei battere forte i pugni alla porta del Cielo e urlare a Dio, perché? Vorrei chiedergli la ragione di tanta sofferenza, io che credo in Lui, che non dubito mai della sua misericordia. C’è un motivo perché io debba stare così male? Oggi ogni goccia di quella flebo mi ha bruciato il corpo e l’anima, il dolore fisico ora si associa al pudore di dover chiedere tutto agli altri, come se il mio corpo non mi appartenesse, io ci sono dentro ma non riesco ad usarlo. Do voce qui a un dolore che non posso esprime come vorrei, perché non riesco a dire che non ho più fiducia nella medicina degli uomini, che mi faccio curare più per dare pace a quelli che mi stanno accanto che per me, io so che è solo un blando palliativo, anzi uno schifoso intruglio, che mi rende una larva, con su scritto “la speranza è l’ultima a morire”, e nel mentre uccide la tua dignità. Ma quale sperimentazione scientifica? Ma quale importanti passi avanti, ma che cavolo di favole per gli spettatori dei Tg delle 20:00! Siamo e restiamo malati, non abbiamo nessun giovamento dalle medicine, sperimentano su noi i farmaci spesso senza il nostro consenso, oppure con il consenso dei parenti, non ci informano sugli effetti collaterali, e solo le persone con una cultura medio-alta riescono ad essere informati. I medici che seguono le malattie “non curabili” sono l’espressione dei bugiardini delle medicine che essi stessi somministrano, enigmatici e incomprensibili ai più. Dio perché mi hai messo nelle loro mani? Vedono il nostro dolore e la nostra fragilità, ma siamo per loro una cartella clinica su cui sperimentare un farmaco innovativo che porterà all’ospedale un eco mediatico e tanto danaro. Ho detto di no a molte cure, questa mi sembrava la meno peggio, ora non so…ho persino fatica a digitare queste parole, spero almeno che la medicina faccia un po’ di effetto. Rivoglio indietro il mio buon umore! Voglio, pretendo che ciò che resta della mia vita abbia un senso che non sia quello di stare dietro a inutili speranze, sono troppo solare troppo viva, troppo incazzata. 20 maggio

senza parole, solo insulti.

Stamane leggendo la Repubblica. it, mi ha incuriosito l’articolo sul video “Sex Crimes and Vatican”, pensavo di informarmi e scrivere qualcosa sul blog, un amico mi ha preceduto e lo ha scaricato pubblicandolo sul suo blog….. Ora che l’ho visto non ho parole, nemmeno gli insulti avrebbero il valore che vorrei.Decidiamoci a separare le cose di Dio dalle porcate degli uomini!


una bella serata.

Bellissima giornata di metà primavera, oggi mi sono fatta convincere da un’amica e dai! Al mare! Affollatissimo di persone in costume e tanti dentro l’acqua, noi totalmente impreparate senza costume e senza asciugamano eravamo andate li solo per far una passeggiata. Ed è stata una passeggiata bellissima, abbiamo camminato sulla battigia e io non ho resistito sono entrata in acqua, sensazione stupenda! Siamo rimaste a crogiolarci al sole nella speranza di abbronzarci un po’, bianchissime come siamo entrambe e siamo rientrate soddisfate dalla nostra prima giornata di mare diciamo quasi estivo18 maggio

La mia terra.

Cos’è cambiato nella mia terra? Perché ciò che vedo intorno a me non mi piace? Mi sento respinta da questa terra che non riesce ad offrirmi la possibilità di affermare ciò per cui ho lavorato. La mia bellissima Isola, da tanti sognata e meta di vacanze da vip, sta pian piano scivolando nella cupa miseria. Oramai tutti vanno via, ma  alcuni dopo tanti anni di lavoro tornano e non trovano quello che avevano lasciato, molti di loro portano con se figli cresciuti all’estero in grandi città, a vivere in grandi case, costruite con i risparmi del lavoro da emigrati, ma tornano in piccoli centri privi di qualsiasi servizio, e spesso dopo poco vengono abbandonati dai figli che rientrano all’estero, là dove sono nati e dove hanno la possibilità di lavorare.E’ una terra fatta di anziani, fiera della sua bellezza, che però non riesce a sfruttare, dove tanti si danno da fare ma pochi ci mangiano su. E’ una natura aspra che sa regalare emozioni forti, che nei secoli ha conosciuto la schiavitù delle dominazioni sviluppando un modo tutto suo di resistere, che ha reso la sua popolazione diffidente verso lo straniero ma ciononostante ospitale con il visitatore, con l’ospite. Una terra così bella è difficile da abbandonare eppure quasi tutti i miei coetanei lo hanno fatto o stanno pensando di farlo, la scarsità di posti di lavoro, il nepotismo e il metodo feudale nella distribuzione degli stessi, ha portato molti a scegliere di andare via.Ma per andare via ci vuole un piano, la cosa non è facile e allora chi lo ha fatto capirà meglio il mio sforzo di accumulare un piccolo gruzzoletto per resistere i primi mesi alla ricerca di un lavoro, per non pesare sulla famiglia. Quella famiglia che non riesci più a guardare negli occhi perché ha fatto tanti sacrifici per te, perché tu avessi la laurea e il master e che non capisce perché tu stai facendo colloqui per un posto in un call center, o come commessa, che pur lavori onesti avresti potuto fare senza passare tanto tempo a studiare e a chiedere a loro i soldi per farlo.Mi sento abbandonata da questa terra eppure la amo, sto cercando di andare via per aver una mia indipendenza, per dare respiro economico alla mia famiglia che nulla mai mi negherebbe, restassi con loro per sempre. Vorrei capire come evitare di andare via, vorrei sentirmi orgogliosa non solo della sua bellezza ma anche di ciò che mi dovrebbe offrire. Ora non posso esserlo e ciò mi fa arrabbiare.

 

16 maggio 

Una pagina di giornale.

Ho appena chiuso una pagina web come si chiude l’ultima pagina di un libro che ti ha segnato dentro. L’articolo che ho letto è  lo specchio del valore dell’anima di una persona che ha lasciato nella mia vita e nel mio cuore un segno indelebile. Il fluire delle parole, semplici e profonde sono prive di quel senso polemico che nell’ultimo periodo caratterizza il suo scrivere, hanno invece un fondo poetico e esprimono il senso di rispetto e di ammirazione per la persona che descrive. Mi ha colpito, perché tutto ciò dà valore all’idea che ho di lui, e ciò non un reazionario burbero e scontroso ma un uomo dall’anima gentile, che cerca uno scudo per non vederla ferita. Lui scrive con sentimento e questo riflette sempre il suo stato d’animo, non sa scrivere cose che non condivide né cose solo per riempire uno spazio vuoto sul giornale. Diciamo che è, anche se lui non condividerebbe questo aggettivo, un gentleman d’altri tempi, con un orgoglio e un codice d’onore tutti suoi, che usa per difendere quello in cui crede. Le persone come lui ti danno la forza di difendere i tuoi ideali, di contrastare le cose che ti feriscono, di lottare anche contro qualcosa che ti fa veramente paura, spesso però non sanno di avere tanto valore  o per lo meno sono modesti perché sono veri, non mutano al vento. 

15 maggio

Pasta fissan… 

In questo periodo di elezioni amministrative, la gente è più buona, più affabile e facile da avvicinare. Soprattutto coloro che hanno deciso di intraprendere la carriera politica, sono cortesi di una dolcezza estrema, dispensano sorrisi e saluti come farebbe un contadino che sparge la semina nel suo campo. Ti danno l’impressione che abbiano raggiunto il Nirvana e  tutto a loro sia possibile, infatti molti di loro si propongono quali futuri attuatori di miracoli, a volte inverosimili, ma magicamente possibili dopo aver fatto una croce sul loro nome all’interno della cabina elettorale. Ci sono poi quelli che non ti hanno mai rivolto la parola, oppure peggio ti hanno criticato, che conoscono le loro colpe ma ti si avvicinano e ne puoi sentire il profumo di pasta fissan e borotalco, che ormai utilizzano come crema per il viso che ha le sembianze rosee di un fondo schiena, tanto hanno la faccia tosta. Ma è politica e dopo il 28 maggio riprenderanno a non rivolgerti la parola, e i problemi saranno di nuovo problemi non soluzioni. Ciò che mi turba è che soprattutto alle amministrative, ci sono tanti giovani che credono in ciò che fanno e propongono e spesso non vengono votati oppure sono teste di paglia per l’elezione del politico di turno navigato e ben consapevole di utilizzare gli altri solo per il proprio fine. Io mi illudo ancora che la cosa non sia dappertutto così e dove lo è che cambierà.

 

14 maggio

XX SETTEMBRE 1870

“La Chiesa afferma di non poter riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il precedente matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione. Questa norma non ha affatto un carattere punitivo o comunque discriminatorio verso i divorziati risposati, ma esprime piuttosto una situazione oggettiva che rende di per sé impossibile l’accesso alla Comunione eucaristica: «Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia. C’è inoltre un altro peculiare motivo pastorale; se si ammettessero queste persone all’Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio». Per i fedeli che permangono in tale situazione matrimoniale, l’accesso alla Comunione eucaristica è aperto unicamente dall’assoluzione sacramentale, che può essere data «solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò importa, in concreto, che quando l’uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l’educazione dei figli - non possono soddisfare l’obbligo della separazione, “assumano l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi”». In tal caso essi possono accedere alla comunione eucaristica, fermo restando tuttavia l’obbligo di evitare lo scandalo. (Congregazione per la dottrina della fede lettera ai vescovi della chiesa cattolica circa la recezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati. Roma, il 14 settembre 1994. Joseph Card. Ratzinger Prefetto)”.   Alcuni di coloro che hanno partecipato al family day o ne hanno sostenuto la partecipazione:   Ø      SILVIO BERLUSCONI (FI). Dalla prima moglie Carla Dall’Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l’ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l’ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E’ stato bigamo. Ø      PIERFERDINANDO CASINI (UDC). Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch. Ø      IGNAZIO LA RUSSA (AN). Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall’attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo. Ø      GIANFRANCO FINI (AN). Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l’unica figlia, Giuliana. Ø      ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA). Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l’attrice Monica Guerritore.   Gli stessi (tranne P. Casini che ne ha fatto pubblicamente rinuncia), usufruiscono del «Fondo di solidarietà fra gli onorevoli deputati» (al Senato c’è quella «fra gli onorevoli senatori»). Il Fondo è stato «inaugurato» nel 1990, con una delibera dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Le regole che disciplinano l’assistenza sanitaria parlano chiaro: i servigi  sono estendibili ai conviventi more uxorio dello stesso sesso e agli eventuali figli avuti dai parlamentari fuori dal matrimonio. Praticamente i Pacs…                                      

 In Italia la coerenza è una cosa importante!

 

13 maggio

Nessuna pietà…solo amore.

Essere a conoscenza d’ avere una malattia incurabile, può essere anche il modo per riflettere su quelle cose che ci passano accanto e a cui non diamo importanza, la malattia ti dà quel senso di forza e di potere che altrimenti non avresti. Tutti abbiamo l’idea che la nostra esistenza può concludersi da un momento all’altro, alcuni di noi sanno invece come avverrà e questo credetemi non fa paura anzi rinforza, ti dà la voglia di fare subito tutto quello che altrimenti non avresti il coraggio di fare. Ti viene voglia di vivere la vita tutta d’un fiato, perché sai quanto vale. Ma c’è anche un altro lato quello più cupo, quello del dolore che avanza, della speranza che si affievolisce, in quei momenti tutte le incomprensioni, i torti dati e subiti si riaffacciano alla mente e li si vorrebbe risolvere, si cerca di non avere conti in sospeso. Ma spesso si fanno degli altri errori perché non si ha il coraggio di dire, spesso a chi si ama, che siamo mossi dal desiderio di farci perdonare e che non vogliamo impietosire nessuno, tanto mai far pesare su loro la nostra malattia. E proprio questa che ci  porta a vivere al massimo in poco tempo, e la vogliamo nascondere a tutti non perché ci vergogniamo, ma solo perché fa male tanto male vedere gli altri soffrire per te.

12 maggio

Stato laico.

Ho sempre creduto che l’Uomo, in quanto essere pensate e libero avesse la possibilità di scegliere la propria fede religiosa, e al di fuori delle situazioni morbose e patologiche, la propria inclinazione sessuale, e che tutto questo fosse salvaguardato dall’esistenza di uno Stato laico, da una Costituzione che tutela tutte le forme  in cui l’esistenza  umana si esplica. Oggi, una piazza piena di persone che “difendono la Famiglia” contro tutte le forme di unione diversa da questa, non mi fa montare solo la rabbia mi rende consapevole dell’esigenza che si ha di fare un passo avanti in Italia, verso l’emancipazione e la laicizzazione vera. Non si possono sentire parole che ricordano gli anni ’50, che rassicurano quel ceto medio, anziano e poco acculturato che ancora crede che il sesso fuori dal talamo sia un peccato, e che gay è sinonimo di sporco e da non mostrare in pubblico. Non si può seguire una sola dottrina solo perché questa per questioni sociali e politiche è prevalente, come si ha il diritto di credere è necessario poter affermare di non credere, ma non in Dio, ma non nei simboli sacri ma bensì in tutte quelle sovrastrutture che sono create dalla Chiesa stessa e non trovano fondamento che in essa, perché nascono da scelte fatte nei secoli e spesso frutto di necessità politiche non religioso-dottrinali. Per una famiglia che sia l’unione di un amore, per un sesso che sia espressione di un sentimento non della necessità di procreazione,  per la libertà dei costumi della cui mancanza tanto rimproveriamo ai popoli islamici, per la libera scelta  delle donne e del loro corpo, perché le scelte sessuali siano fatti personali non vergogne da nascondere, è necessario credere e affermare che uno Stato laico è indispensabile e va difeso contro ogni infiltrazione di una religiosità che non vuole dirigere  le anime, ma plasmare le vite e fare proseliti, che ha paura della modernità e si rifiuta di vedere i cambiamenti che sono avvenuti nella nostra società. 

11 maggio

Alzati e spegni la tv!

Questo pomeriggio, complice la calura mi sono assopita lasciando la tv accesa, non so dopo quanto voci confuse mi hanno svegliato: <Ma la vuoi capire ma sceglilo!!! abbiamo fatto molte esterne in casetta e vai a casa che vuole me!! Nel momento in cui siamo adesso comunque che sono in un momento così, tu mi fai un esterna cosi?> GASP! Dove sono? Sono finita nel girone degli assassini della lingua italiana? Apro gli occhi, no è solo canale 5 e sto assistendo ad una delle scenate di “Uomini e Donne” della de Filippi. Resto a guardare, il telecomando è troppo lontano….e la curiosità di vedere un po’ di documentario sui primati prendono il sopravvento e resto li nel dormiveglia per almeno mezz’ora a sentire e vedere oche che urlano e maschi che fanno la ruota come pavoni. Sarà  stato l’avvinghiamento facile, l’insulto sempre pronto, e spesso pure sgrammaticato ma il tutto mi ha svegliato e aiutato a fare l’unica cosa importante in quel momento alzarmi e spegnere la tv. 

10 maggio

Sereno….variabile.

Parlano di dolore le mie parole, esprimono cupe sensazioni, non hanno un dolce suono, ma sono il modo di trovare il coraggio, di cercare soluzioni a problemi irrisolvibili. So di non poter vincere, perché ormai sono in scacco, vorrei solo con una mossa finale portare nella mia esistenza quella serenità che mi manca, cercare di accettarla così come è, non provando più a vivere una vita che non può essere la mia. Questa può sembrare ma non è una resa, e mi batterò ancora, ma devo chinare il capo, ho capito che la mia vita non è fatta per condividere l’amore con qualcuno, non è fatta per fare progetti a lungo termine. Ma anche la solitudine può dare serenità, in essa  c’è la pace che spesso la falsa commiserazione degli altri non sa darti. 

09 maggio

E ora che faccio?

Oggi vorrei scrivere del bel viaggio che ho fatto stamattina, vorrei scrivere di qualche cosa di assurdo che ho sentito alla tv, o magari di politica, ma non ce la faccio ovunque rivolga il mio pensiero, quello torna sempre là, stavolta non è l’amore o il sentimento per lui. Da qualche mese mi ero illusa di poter vivere come gli altri, di affrancarmi dalla malattia e ci stavo riuscendo, ma ieri ho ritirato le nuove analisi e mi sono resa conto che mi sta capitando qualcosa di nuovo e se può esistere anche qualcosa di peggiore di quello che ho già. Forse dovevo capire, dopo l’ultima capocciata con relativo bernoccolo, che lo svenire così facilmente non era molto normale, ma non ci volevo credere, sei stanca mi dicevano… Mah chissà rispondevo. Non sono preoccupata per la nuova “situazione” sono solo perplessa, pensierosa, mi pongo delle domande, una fra tutte: se ormai è chiaro che non ho esattamente tutto il tempo per godermela questa vita, mi conviene stare in panciolle ed aspettare o continuare a tribolare? Mi sembra di sprecare il tempo, vorrei realizzare delle cose per gli altri, vorrei fare delle cose per me. Vorrei illudermi che la situazione migliorerà, solo di una cosa sono certa non permetterò che né medici, né medicine mi riducano di nuovo ad una larva, la vita è bella non la voglio passare a vomitare. Forse non me ne rendo conto, forse sono incosciente, forse ho solo paura.

08 maggio

Buon anniversario…

Tra le cose che ho deciso di non rinnovare per l’anno prossimo c’è senz’altro il mio abbonamento ad una certa rivista  femminile, la cui inutilità è palese ai più e da tempo me ne ero accorta anche io. Ma stasera gulp il colmo… tra consigli assurdi su come accalappiare un uomo e ricette light, il tutto condito da pubblicità di cose oltrechè inutili pure costosissime, ho trovato questa chicca: L’anello che non dimentica: Remember_Rin (560 euro) è un anello con microchip che vi ricorderà qualsiasi anniversario. Ogni ora, nelle 24 che precedono la scadenza, si riscalda fino a 50 gradi per 10 secondi. Io ne sconsiglio l’uso a quelli che non hanno denaro per acquistare il regalo per il proprio amore, oltre non poter dire che hanno scordato la data  e posticipare il dovuto salasso, si ritroveranno pure con un dito ustionato! 

metà…

Ho appena terminato la lettura di “Il  cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini. Quasi 400 pagine per un racconto che inizia solo a metà del libro, che in se è molto scontato, basta un minimo di intuizione per capire come va a finire, non che desiderassi leggere un giallo, ma i clichè sono troppi e le situazioni troppo scontate. Certo alcuni capitoli ti fanno riflettere sulla miseria, e sulla impossibilità di riscatto che hanno le donne e i vari gruppi etnici ovunque essi si trovino, ma ho trovato di dubbio gusto l’accanirsi nella descrizione dello stupro di un bambino, e quasi in maniera “Verghiana”, ciò che è accaduto ai padri ricade sui figli che ne vivono la stessa esperienza, con una minima possibilità di riscatto morale e personale. Secondo me c’erano tanti altri modi di narrare una vicenda così triste e squallida. Comunque il libro nel suo insieme non è da demolire, solo mi rammarico che la pubblicità ne abbia fatto un mito, forse è solo un romanzo., che può o non può piacere.

07 maggio.silenzio, parla l’anima 

04 maggio

Un dolce gusto

Tutti cerchiamo un senso in ciò che facciamo, e soprattutto proviamo a dare una direzione alla nostra vita, che non sia troppo in contrasto con i nostri ideali e con le nostre aspirazioni. Da un po’ sto cercando di trovare quel senso che darebbe un gusto diverso al mio vivere. Mi rendo conto che non mi interessa la carriera, non almeno quella spudorata che porta ai vertici, ciò che muove i miei sentimenti è la voglia irrefrenabile di fare qualcosa di utile, che porti del benessere ad altri, senza però iniziare un cammino di vita spirituale e clericale. Vorrei inventarmi qualcosa, un progetto l’ho già in mente, anche se nella sua base, non mi appartiene, perché è il frutto di una mente più illuminata della mia e di certo più competente. Ma questo progetto per una serie di coincidenze non vuole stare da parte, sembra vivere di vita propria, io guardo il cumulo di carte e mi dico: io ci credo e saprei come provare a farlo diventare realtà. All’inizio pensavo di applicarlo al vile servizio di burocrati, che ne avrebbero saputo apprezzare solo il risparmio di spesa nei propri bilanci politici, ma ora ho conosciuto delle persone che me lo hanno fatto rivalutare, persone per cui il risparmio significa mangiare un pasto in più. Sono una sognatrice, ma so che non posso fare grandi cose , vorrei trovare un piccolo miracolo che desse un dolce gusto alla mia vita. (una filosofia di vita: “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”  http://www.ubuntu-it.org )02 maggio

Non ho resistito…

Questo pomeriggio sono andata, per l’ennesima volta, a batter cassa presso un benzinaio reo di possedere una pompa di carburante così inefficiente da avermi erogato gasolio al posto della benzina, e non avendomi rilasciato ricevuta, mi veniva contestato che le mie dichiarazioni non erano veritiere. Ma dopo un mese e mezzo finalmente ha ceduto e oggi mi ha rimborsato. Quando sono andata via da là, forse per la soddisfazione di aver fatto trionfare un po’ di giustizia, invece di rientrare a casa ho imboccato la strada per il mare. Dopo otto chilometri di tornanti finalmente ho visto quella luce, che solo l’acqua riesce ad emettere, e ho incominciato a vedere il mare. Ho parcheggiato e sono scesa, le onde possenti del mare agitato in una giornata come quella di oggi cupa e quasi fredda, facevano si che non solo si potesse sentire l’odore ma anche il sapore del mare, ogni folata di vento portava l’acqua del mare fino a me che pure stavo sul muro che cinge l’ingresso alla spiaggia, il viso spruzzato dell’acqua del mare e il sapore del sale sulle labbra mi hanno reso per un attimo parte di quella potenza che è la natura. I pochi che stavano sulla spiaggia erano assorti nei loro pensieri, sentivo solo il rumore del mare. Poi un sms mi ha riportato alla realtà e sono risalita in macchina. Oggi ho avuto i miei venti minuti di serenità.

 

oroscopo

Come tutte le donne, uno sguardo all’oroscopo lo dò anche io. E tra lo scetticismo per qualcosa di così poco scientifico e la voglia di conoscere il proprio futuro attraverso arcani, oggi ciò che c’è scritto mi piace e sempre per oggi ho deciso di crederci, domani mi riservo di non farlo. Vergine
Da oggi ripartite con un nuovo modo di comunicare e accertatevi che il cuore sia collegato al cervello. Tra pochi giorni anche Venere sarà dalla vostra parte, appianando i conflitti e le incomprensioni nel mondo affettivo. Stabilite una nuova strategia nel modus operandi, avete bisogno di cambiamento. (da www.oroscopi.com).

 

01 maggiomi sono alzata tardi…

Non è stata una bella nottata, anzi pessima, ho passato le ore a tormentarmi nei ricordi e nei “se mi fossi comportata diversamente…ora”. Il fatto è che ieri seppur titubante e di certo facilitata dal fatto che non mi trovavo di fronte al mio interlocutore, sono riuscita a parlare di quello che mi è successo con lui, e mi sono accorta di quanto mi faccia ancora male, ma il dolore più profondo è sempre quello: l’incomprensione, il non essere riuscita ad esprimere quello che veramente avevo da dire, io vorrei con lui solo un rapporto civile fatto di semplice se non amicizia almeno conoscenza, pensare che qualcuno creda di me ciò che non sono è una ferita troppo dolorosa, è una sensazione che mi toglie il respiro. Tutti cerchiamo l’approvazione degli altri, ma di alcune persone ne abbiamo bisogno perché ci completano, non solo perché proviamo dei sentimenti per loro, ma perché crediamo nelle loro capacità e siamo disposti a concedergli la fiducia che mai avremo dato ad altri. E il non venir capiti e vedere un muro di incomprensione che si erge di fronte a te non può non far male, non può esser visto se non come un ingiustizia. Vorrei anche se mai l’avrò un’altra possibilità per spiegare le mie ragioni

 

30 aprile

Villa Celeste.

Come spesso mi accade da anni, passo molto tempo nelle sale d’attesa degli ospedali, e lì in attesa che il mio numero appaia nel counter, osservo le persone che mi circondano, e provo a pensare e a capire le loro vite i loro costumi. Lo faccio guardando le loro scelte e i loro abbinamenti nel vestire, la camminata, i calli nelle mani o il libro che leggono mentre attendono il loro turno. Stamane, mentre incominciavo la mia analisi sociale, mi sono resa conto che i lunghi corridoi blu e verdi, ai lati dei quali sostano in piedi o seduti sulle scomode sedie i pazienti, non sono altro che il teatro dove va in scena una tragicomica rappresentazione del potere di certe classi sociali italiane. Si vedono passare dottori che rassomigliano nel loro fare al Prof Guido Tersilli, con sciami di assistenti dei quali è facile misurare la loro esperienza di corsia, dall’usura del righello e delle penne nel taschino del camice. E si vedono uomini e donne  ingenui e rispettosi dell’importanza del Professore, che si prostrano al suo passaggio, gli stessi che si fanno da parte  e mormorano al loro vicino di sedia: “quello è il primario, brav’uomo”. In questa rappresentazione non manca mai, il solito anziano che al passare dello sciame, si alza e con una ricetta stretta tra le mani, si accosta al dott. Tersilli e gli fa la fatidica domanda: “Professore mi hanno detto di chiedere di Lei”. Lo sciame si blocca, il medico si affaccia a leggere,  un breve sguardo e pronucia due frasi tecniche  incomprensibili con l’aggiunta “lo dica al ticket”, e il gruppo riparte lasciando inebetito l’anziano paziente, dalle cui mani callose non sì è mai staccata l’impegnativa; quasi esausto da una fatica, si va a sedere e cerca di spiegare quello che non ha capito a chi lo accompagna. A questo punto mi domando, siamo laureati cerchiamo di fare carriera, spesso riusciamo a farla perché persone  laboriose lavorano per noi mentre studiamo e siamo del tutto improduttivi, sono quelle persone semplici che di fronte ai nostri titoli si sentono inferiori per principio, non dovremo essere noi quelli “studiati” a portare rispetto a loro? A rivolgerci a quelli che non hanno la possibilità, spesso non per loro scelta, di capire le parole dotte che noi abbiamo appreso grazie ai loro sacrifici, a parlar loro in modo da farci capire. Se tutti lavorassimo nel terziario, se non ci fossero mani che lavorano la terra, il Prof. Tersilli che porterebbe sulla sua tavola? Cosa comprerebbe al mercato la sua colf filippina? Portare rispetto a qualcuno che ti chiede un’informazione, di certo in un momento di bisogno, qualsiasi sia la sua classe sociale, ai miei occhi è molto più importante che sfoggiare il proprio potere trascinando dietro se stuoli di dottorandi e parlando in maniera accademica, forse mi fiderei anche di più dei dottori e delle loro capacità.

 

29 aprile

L’Abbraccio.

Un’opera d’arte, a cui sono legata,  è  “l’Abbraccio” di G. Klimt, purtroppo non riesco a capire perché trovo pochi che ne sappiano apprezzare la grazia, e il profondo significato, ma io ora mi  rivolgo a quelli che in questi ultimi mesi hanno criticato il mio desktop con stupidate del tipo: ma da che parte si guarda? Oppure è troppo giallo! E voglio esprimermi con le stesse parole di Klimt: “Sono stanco di dovermela vedere sempre con le stesse persone ottuse. Quando finisco un quadro non intendo sprecare mesi interi a giustificarlo davanti a certa gente. A me non importa a quanti ma a chi piace” (G. Klimt).

 

28 aprile

Europa

Voglio spendere qualche parola per un argomento che mi è caro. Io sono un europeista convinta, e credo nella grande forza che l’unione degli Stati d’Europa ha dato alla stabilizzazione dei conflitti interni agli stessi e ci ha dato quel benessere che spesso dimentichiamo.

Vorrei aprire un dibattito con coloro che vedono solo la parte buia e eurocratica che spesso viene adotta a scusante delle nostre povertà, economiche e sociali, vorrei portare al tavolo di questa discussione argomenti quali la rappresentatività dell’Italia in Europa, il suo voto ponderato e l’ampio ventaglio di possibilità che il nostro Paese ha in un sistema che è aperto.

Il mio europeismo non è ingenuo o fatto della lettura di opuscoli ottenuti nelle giornate di commemorazione, è frutto di anni di studio e di constatazioni personali, sono una persona forse direbbe qualcuno “stupidamente” onesta, che ha trovato nelle regole dettate dall’Unione il segno che qualcosa può cambiare. E’ vero il cardine della stessa è l’economia, e questa non è mai né buona né cattiva, ma neutra al volere dell’uomo, e se qualcosa diventa marcio è  causa di speculazioni, combattute con forza dal sistema, e a ben vedere auspicabili nel metodo di repressione delle stesse, in Italia.

Da progettista e da giurista del diritto europeo,  la mia forma mentis mi porta a cercare i perché di quelle situazioni che possano portare ad una soluzione ottimale, e mi porta ad approcciarmi alle cose evitando i preconcetti, la soluzione ultima deve essere la migliore per tutti ed essere rivolta verso un fine lecito. E per questo che mi sono avvicinata al mondo dei progetti europei, che utilizzano il denaro per migliorare le possibilità socio culturali dei popoli, c’è un filone di denari e di metodologie di sovvenzione sconosciuto ai più, e che per gli stessi si esplica nel riconoscere una bandiera blu con le stelle apposta all’ingresso di un cantiere stradale o su un opuscolo di un concerto, ma nessuno o forse pochi si chiedono: chi, come ha realizzato l’opera o organizzato il concerto e il perché di quella bandiera. Forse darsi risposta a domande semplici come queste ci farebbe scoprire un’ Europa più vicina a noi di quanto pensiamo, che è nelle nostre vite quotidiane e che ci dà  opportunità che non sappiamo sfruttare spesso per mancata conoscenza delle stesse.                 Voglio concludere dicendo che l’Ue non è il Paradiso Terrestre, ed è lungi dal divenirlo, ma voglio solo dare lo spunto per una comprensione più conscia delle meccaniche e delle logiche interne alla stessa, perché qualcuno leggendo questo scritto possa cercare nuove informazioni, trovare nuovi spunti per arrivare ad una visione più consapevole e meno influenzata da quei detrattori del sistema Europa  che per ignoranza o peggio per proprio affare non vogliono riconoscere che c’è anche e soprattutto del buono nell’essere europei.

 

27 aprile

povero piccolo…

Il mio piccolo, è così che chiamo il mio portatile. Lo adoro è sempre con me e fino ad ora non mi ha mai tradito, ma ultimamente si è preso tutte le infezioni che ci sono in circolazione, ultima tra tutte un dialer (dqteg) che proprio non si riesce ad eliminare e che sta provocando un bel po’ di guai al sistema, in particolare non mi lascia usare ccleaner e fa di word uno strumento a volte inutilizzabile a volte impossibile da gestire. Probabilmente la causa non è solo quella visto che ci sono file di sistema sparsi ovunque…La soluzione una sola, cancellare tutto e ricominciare da zero e quindi è necessario il ricovero, povero piccolo mio, ora ho due giorni per prepararlo all’operazione: borsa, pigiamino, drivers, e windows Xp (purtroppo, visto che  linux e open office  non li so usare, lo so sono una madre indegna!).

 

26 aprile

Un pensiero forte, un uomo forte

L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica.                                                                                               Antonio Gramsci   http://www.antoniogramsci.com

25 aprile

notte insonne…

Ognuno di noi, prima o poi raggiunge quel confine impercettibile tra la follia e la normalità, ciò che non capisco è perché spesso debba essere l’amore a farci raggiungere quel traguardo, che non va mai tagliato, che spaventa l’anima e la mente. Quella sensazione che fa di noi un soggetto inabile, che ci porta a non dare al razionale il valore che diamo invece all’emozionale, si sente parlare di pazzia d’amore, ma uno non sa cosa è finché non combina quel qualcosa di ridicolo e pazzesco che riesce allo stesso tempo a distruggere ciò a cui più tiene e a farsi detestare dalla persona da cui vorrebbe solo la stima. E’ una cosa fulminea, sono cinque secondi di follia che rovinano tutto, irreversibili e incomprensibili ai più, che però vi assicuro dopo possono durare mesi perché riesci a sognarteli ogni notte e come in un rewind scassato non riesci a riavvolgere mai tutto e il dolore è sempre lo stesso, semmai più forte, semmai più vivo e al risveglio le tue guance sono bagnate dalle lacrime che inconsapevolmente ormai ti scendono anche quando dormi. Ma non si può tornare indietro, la giornata comincia e sarà la notte con i suoi incubi a ricordarti i tuoi errori, quelli a cui non puoi porre rimedio.

24 aprile

Uffi!!!

Oggi c’è una canzone che non mi va via dalla testa! Per quanto mi piacia non ne posso più, facciamo che ora canto Volare? esorcizziamo la cosa: 

Dani California Getting born in the state of Mississippi
Poppa was a Copper and Momma was a Hippy
In Alabama she would swing a hammer
Price you gotta pay when you break the Panorama
She never knew that there was anything more than poor
What in the World does your Company take me for?
Black bandana, sweet Louisiana
Robbin’ a banks in the state of Indiana
She’s a runner, rebel and a stunner
On her merry way sayin’ baby watcha gonna
Looking down the barrel of a hot metal 45
Just another way to survive

California Rest In Peace
Simultaneous Release
California Show me Your Teeth
She’s my Priestess, I’m your Priest
She’s a lover, baby and a fighter
Should have seen it coming when I got a little brighter
With a name like Dani California
Dani was gonna come when I was gonna mourn ya
A little older she was still in another breath
I love my baby to dead
Who knew the other side of you
Who knew what others died to prove
Too true to say goodbye to you
Too true to say, say, say…
Push the fader, gifted animator
One for the now and eleven for the later
Never made it up to Minnesota
North Dakota man was a gunnin’ for the quota
Down in the badlands she was savin’ the best for last
It only hurts when I laugh, gone too fast
 Red Hot Chili Peppers 

 23 aprileAnni ‘90.“Oggi a Mosca è deceduto inaspettatamente il primo presidente della Russia, Boris Eltsin”. (Comunicato stampa Cremlino).

Boris Nikolaevich Eltsin nasce il primo febbraio 1931 nel villaggio di Butka, negli Urali meridionali. Nel 1955 si laurea in ingegneria edile. Iscritto al Pcus dal 1961, nel 1976 diventa primo segretario del comitato di partito della regione di Iekaterinburg. Nel 1985, dopo l’elezione di Gorbaciov a segretario generale del Pcus, viene chiamato a Mosca e nel dicembre di quello stesso anno è nominato primo segretario del comitato di partito di Mosca. Acquista popolarità per la sua intransigenza contro la corruzione e i privilegi della nomenklatura. Per questo entra in rotta di collisione con i conservatori e nel 1988 viene estromisso dal Politburo. Nel marzo 1990, divenuto leader del blocco radicale “Russia democratica”, è eletto deputato al Congresso del popolo della Federazione e il 29 maggio dello stesso anno diviene presidente del Parlamento. Dopo il referendum sul regime presidenziale, il 12 giugno del 1991 Eltsin diventa il primo presidente della Federazione russa eletto a suffragio universale con il 57% dei voti. Nei giorni del tentato colpo di stato del 19-21 agosto 1991, si schiera apertamente contro i golpisti e chiede il ritorno di Gorbaciov, prigioniero nella sua dacia in Crimea. Dopo il rientro di Gorbaciov al Cremlino, si accentua la contrapposizione Russia-Urss, che accelera la disgregazione dell’Unione Sovietica. Il 21 dicembre 1991 vengono firmati i documenti di creazione della Comunità di stati indipendenti: è la fine ufficiale dell’Urss. Il 21 settembre 1993 Eltsin emana un decreto di scioglimento del Parlamento, che provoca una dura reazione dei deputati, sfociata nella rivolta armata del 3-4 ottobre 1993, domata dallo stesso presidente russo con il bombardamento della Casa bianca. Nel luglio 1996 Eltsin viene rieletto presidente. Le sue cattive condizioni di salute, da molti attribuite all’abuso di alcol, i ripetuti avvicendamenti alla guida del governo e gli scandali offuscano la sua stella.Nell’agosto 1999 “Corvo bianco” comincia a preparare la sua successione nominando primo ministro Vladimir Putin. Il 31 dicembre di quello stesso anno il presidente annuncia le sue dimissioni. Il premier Putin assume l’interim per tre mesi. Da allora Eltsin, ottenuta l’immunità totale, si ritira dalla vita politica e per la Russia inizia l’era Putin. (da La Repubblica).

voglia di gelato…