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Pubblicato in riflessioni | 5 Commenti »
Carissimo Politico,
ti scrivo questa lettera per esprimerti il mio rammarico per tutte le promesse che mi fai e che non mantieni, per tutte le parole che spendi in nome della mia Repubblica e che poi tradisci con i tuoi comportamenti. Una Nazione che hai violentato negli ideali e nelle speranze, che hai ridotto a schiava delle tue voluttà, di cui non ti sei curato se non quando la pressione su di te s’è fatta forte. Per ogni sorriso che mi hai rivolto dallo schermo di quella tv che tanto ti fa sentire importante, che utilizzi per farmi sapere ciò che tu vuoi e non quella verità che cerchi di celare, troppo scomoda per non farti apparire per ciò che realmente sei: un politico in carriera, poco preoccupato dei mezzi quanto rivolto al fine, non quello di chi ti ha eletto, ma solo il tuo.
Ora che ti candidi di nuovo, ora che dovremo di nuovo sceglierci un comandante, tu che mi vuoi di nuovo promettere? Quali credibili bugie non mi hai ancora narrato, quali scenari stupefacenti mi vuoi prospettare e quanto pensi io sia disposta a credere? Si perché il gioco della politica tu lo sai giocar bene, sai quanto mi puoi ricattare usando i miei ideali e le mie esigenze, dipingendo il tuo avversario come l’abominio per me, ma tu saprai essere l’esorcista giusto per quei problemi che tu stesso hai creato o ignorato? Chi è quel mostro che tu mi dipingi e che posso sconfiggere solo scegliendo te?
Ecco dammi una ragione perché io creda nella tua probità, della tua voglia di rappresentarmi, visto che ti poni come il risolutore delle povertà e delle ingiustizie sociali e mi chiedi di porre in te la mia fiducia.
Io sto qui a valutare il tuo comportamento, questo è il mio grande potere e tu lo hai sottovalutato, ma io sono il tuo mandante e tu il mio mandatario non viceversa, la democrazia mi dà la possibilità di scegliere ed ora che il tuo nome è scritto sulla scheda, che ti poni in gioco, che vuoi rappresentarmi, dimmi perché devo fare una X sul tuo simbolo, dimmi perché devo credere in te.
Un saluto,
Arya
(un Elettrice italiana)
Pubblicato in paure, politica, riflessioni | 6 Commenti »
Cedesi a prezzi modici classe politica italiana. Lotto comprensivo di pezzi d’epoca, ideale per arredamento sia museo archeologico che di modernariato,tutti in ottime condizioni di conservazione, i pezzi più giovani possono essere ancora utilizzati per cerimonie pubbliche, consegna di medaglie e corone alla memoria. Di particolare pregio i pezzi del primo novecento ancora in grado di ottemperare a vere votazioni al Senato. Vorrei entrare in contatto soprattutto con collezionisti interessati ad eventuali baratti con pezzi di altri Paesi che abbiano un sicuro valore di realizzo nel mercato internazionale, disponibile anche al uno per tre dei pezzi in mio possesso. La verifica della eventuale appartenenza ad uno schieramento politico è a carico dell’acquirente, eventuali pezzi difettosi e/o leghisti non daranno diritto alla restituzione del prezzo pattuito, se ciò non verrà verificato all’atto dell’acquisto.
Telefonare ore pasti, chiedere di un elettrice stufa della propria classe politica.
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“Quand’ero libero dalle passioni, la mia Musa era silenziosa e non scriveva”
Ovidio
Pubblicato in pensieri, riflessioni | 10 Commenti »
Questo blog è solo un posticino fatto da tanti post-icini. Mi dà tanta forza leggere i commenti di chi passando di qua lascia un pensiero per me. Ma ringrazio anche quelli che mi leggono e basta senza lasciare un segno di sè, se non la flebile traccia della loro visita nel mio counter. Pertanto nessuno me ne voglia se non rispondo in maniera celere ai vostri commenti o se non lascio i miei da chi di solito mi legge, sono giorni veloci questi per me e pieni di impegni. Aspetto giorni più lenti e più solari per rivivere a pieno la blogsfera, sappiate comunque che non rinuncerò alla piacevole lettura dei vostri blog. Grazie ancora di tutte le belle parole che avete sempre per me.
Sapere che c’e’ qualcuno,
da qualche parte,
dal quale ti senti compreso
malgrado le distanze
o i pensieri inespressi,
fa di questa terra un giardino.
Anonimo.
Pubblicato in riflessioni | 9 Commenti »
“George, qualche volta, se ne viene fuori con delle uscite assai assennate. Non lo si crederebbe. Per conto mio, si tratta di saggezza bell’e buona, non solo rispetto al caso in questione, ma anche, in generale, riferendola al nostro viaggio su per il fiume della vita. Quanti, per questo viaggio, non sopraccaricano la barca, al punto di metterla sempre in pericolo di riempirsi d’acqua, con tutto un approvvigionamento di cose sciocche, che a loro sembrano indispensabili per viaggiare piacevolmente e comodamente, ma che in realtà sono solo cianfrusaglia inutile.
Come caricano il loro povero guscio di noce d’un mucchio, alto fino in testa d’albero, di bei vestiti e di grandi case, di servitorame superfluo e d’una schiera d’amici boriosi ai quali non importa un fico secco di loro, e dei quali a loro non importa neanche mezzo fico secco; di costosi divertimenti che non divertono nessuno e (cianfrusaglia più assurda e pesante di tutte) della paura di ciò che il prossimo potrà pensare, di lussi che stuccano, di piaceri che seccano, di vuota esibizione che, simile alla corona di ferro che si infliggeva un tempo ai criminali, fa sanguinare e vacillare la testa che la porta.
Cianfrusaglia, amico! Tutta cianfrusaglia! Buttala a fiume. Rende la barca così pesante, ai fini della voga, da farti quasi venir meno ai remi. La rende, ai fini del timone, così pericolosa e poco maneggevole, da non lasciarti mai un solo minuto libero da preoccupazione e ansia, da non concederti mai un minuto di pigra fantasticheria - né il tempo per incantarti a guardare le ombre che guizzano leggere sui bassifondi, gli sfolgoranti raggi del sole che appaiono e scompaiono tra increspature, né i grandi alberi della riva che guardano giù il proprio riflesso, o i boschi tutti verdi e dorati, o le ninfee bianche e gialle, e gli ondeggianti oscuri giunchi, o gli azzurri non-ti-scordar-di-me.
Getta la cianfrusaglia a fiume, amico! Fa’ che la barca della tua vita sia leggera, carica solo del necessario. una casa accogliente e piaceri semplici, un amico o due, degni di questo nome, qualcuno che ti ami e qualcuno che tu ami, un gatto, un cane e un paio di pipe, abbastanza da mangiare, abbastanza per vestire, e un pochino più del sufficiente di roba da bere; perché la sete è una cosa pericolosa Vedrai che troverai più facile vogare nella tua barca ed essa non correrà tanto pericolo di rovesciarsi, e se poi si rovescia poco male; poche merci e buone, resistono all’acqua Avrai tempo per lavorare ma anche per pensare. Avrai tempo per abbeverarti della luce del sole, tempo per ascoltare le musiche eoliche che il vento di Dio suona sulle corde del cuore umano tutt’intorno a noi… avrai tempo per…
Oh! scusatemi, vi prego. Divagavo”.
Jerome K. Jerome
TRE UOMINI IN BARCA
(per tacere del cane)
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