314 volte amarezza, tanti quanti sono i voti che hanno dato il via alla legge sul processo breve.
Incensurati ma colpevoli, che se la ridono sotto i baffi. Si trastullano al pensiero che un cavillo possa dargli quelli impunita che altrimenti non avrebbero.
Perché la prescrizione non dà modo di celebrare la giustizia, non dà modo alle vittime di sentirsi risarciti. Tanti in questi anni hanno trovato all’ombra della prescrizione il modo per non pagare le loro colpe. Nei tribunali tutto resta immutato: i disservizi, i precari, le mancanze di materiali e personale non hanno avuto risposta da questa legge. Nessuno di quelli che soccombono di fronte all’inefficienza della macchina giudiziaria potrà avere una risposta.
Ma siamo sicuri che noi cittadini non sappiamo e non capiamo chi sono i responsabili delle cose che ci accadano?
Immagino come si sentano le vittime di quei 15.000 processi dove sono stati truffati, frodati, persone che hanno pianto vittime del lavoro o di disastri colposi.
15.000 prescrizioni brevi, tutto per salvare UNO solo. Per giunta colui cui si sono rivolti per ottenere visibilità e giustizia nella lotta per un mondo migliore. La cui funzione istituzionale dovrebbe disciplinare la vita politica del nostro Paese e che finora si è solo scontrato con le nostre più alte Istituzioni.
Amarezza.
Controlliamo fra le righe della legge e leggiamo come i poteri forti, le banche e i baroni si siano assicurati la loro tranquillità. E noi cittadini? Possiamo tollerare di essere trattati come persone di seri B? Sacrificabili per il benessere di UNO?
UN premier che “acquista” la benevolenza altrui, che ci induce a credere ciò che non è ragionevolmente possibile, non può rappresentarci. Come non possiamo credere che abbia fatto il benefattore con “la nipote di un egiziano” non possiamo pensare che questa legge sia a nostro beneficio.
Perché i morti che hanno perso la vita lavorando e i loro parenti hanno diritto a non vedere tutto il loro dolore svanire in una bolla di prescrizione.
Perché i risparmiatori sono famiglie, anziani che hanno diritto a vedersi risarciti.
Perché chi ha costruito le case che sono crollate, dighe che sono tracimate, strade che sono franate non possano farla franca.
E tanti altri 15.000 perché che devono avere una risposta, che non è il processo breve che accorcia solo le pendenze giudiziarie del premier e allunga la lista di quelli che non avranno giustizia.
Amarezza
Questi i processi più famosi i cui imputati si avvarranno della prescrizione breve:
Clinica Santa Rita di Milano
Il processo Fincantieri
Processo Cirio
Thyssen Krupp
Scandalo della sanità pugliese
Eternit
Crac Parmalat
Crollo della casa dello studente all’Aquila
Strage ferroviaria di Viareggio.
Amarezza.


Ci aspetta il risveglio. Si spera, il risveglio. Si spera, forse è meglio.
Quando alle manifestazioni smetteranno di ridere e sorridere come se stessero andando a un falò sulla spiaggia, allora forse lì ci sarà una piccola traccia di risveglio.
C’è da incazzarsi, non da ridere.
E no, non c’è più da ridere
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