Nei giorni in cui la nostra Patria festeggia la sua unità, e negli stessi in cui si proclama come liberatrice dalle dittature e dispensatrice di democrazia, 5 parlamentari propongono la ricostituzione del partito Fascista.
Oh per carità magari Scilipoti ha bisogno di nuovo di cambiare schieramento e pertanto loro ne agevolano la migrazione, ma questo non sminuisce la mia indignazione.
Se è vero che sono troppo giovane per conoscere e sentire ciò che si prova veramente nell’apprendere che qualcuno vuole ricostituire il partito fascista, è anche vero che ogni qual volta dalle ferite macilenti della storia ricompare ancora chi quelle ferite le ha provocate, una sola immagine si affaccia alla mia mente: il viso dei miei nonni e quello dei miei genitori.
E allora ripercorro i loro racconti, la guerra vissuta e la fame patita, la voglia di riscattarsi da un periodo di sudditanza e la sensazione di vittoria provata nell’essersi liberati dal dittatore.
E sin da piccola ho visto tutta la sofferenza patita negli occhi dei miei nonni e i loro pochi racconti che tutt’ora se riportati a memoria riempiono i loro occhi di lacrime.
Hanno novant’anni e 70 di matrimonio e ancora raccontano la loro storia, il loro fascismo. Non hanno nostalgia di un tempo che stato disgrazia e dolore che li ha messi in sudditanza e li ha resi prigionieri delle idee altrui.
Gli aneddoti sul podestà dal facile cucchiaio o del mercato nero del pane, di come mia nonna placava la fame di mia madre con uno straccio e del miele di montagna, di chi passava il tempo a regolare i propri affari combinando angherie ai propri sottoposti, nel nome del potere fascista.
E se mia nonna ora racconta cosa ha affrontato quando era una donna sola con un marito al fronte, un uomo dato per 5 anni per disperso. Mio nonno non è mai riuscito a raccontare ciò che nella sua fuga a piedi dalla Grecia ha patito o ha visto. Una cosa sola è riuscito sempre a comunicarci l’estremo disprezzo per il fascismo, per la coercizione della mente e del corpo. Per le botte subite e il ricino bevuto solo per aver dimenticato di fare il saluto fascista al funzionario fascista nel sabato fascista.
E di cose fasciste ne abbiamo avuto abbastanza, di piccoli balilla e di grandi condottieri che hanno portato l’Italia alla guerra e alla fame.
A coloro che dicono che la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione limita la libertà di espressione, ricordo che è stata apposta a memoria della Libertà che il partito fascista tolse all’Italia e agli italiani.
E che il suo permanere nella Carta Costituzionale è memoria di un tempo che io spero mai tornerà.
A volte ci ri..riprovano.
6 aprile , 2011 di Arya

