Centro commerciale esterno notte….
Mi scappa – tesoro cerchiamo un bagno? Guarda ce ne uno proprio là! Bagno donne/disabili.
Ma il bagno si trova dentro quello delle donne (E qui vorrei aprire una parentesi di riflessione: perché il bagno delle donne è sempre con quello dei disabili? Per caso agli uomini disabili è riservata la “fortuna” di tornare bambini? Sapete come quando la mamma li portava al bagno delle donne a fare la pipì).
Il mio accompagnatore/uomo non se la sente di entrare e io e le mie rotelline corriamo dentro. Ma qui nascono le mie difficoltà, la prima sono troppo corta per arrivare ad aprire la porta e allora mi metto di lato e con fatica la apro, la seconda una volta dentro non riesco a chiuderla da sola e devo attendere che arrivi qualcuno in bagno per chiedere aiuto per chiuderla, poi una volta chiusa mi accorgo (e questo l’ho notato in molti bagni) è priva di serratura. Quindi mi devo sbrigare perché qualcuno non si affacci dentro prima che io abbia finito.
Mi lavo le mani e dove le asciugo? Beh nel solito asciugatore a vento caldo, solo che lo hanno messo ad un altezza tale che per me da seduta è più un phon che un asciugamani… Mi faccio la messa in piega ed esco.
Ecco avrei due consigli da dare ai provetti architetti e progettisti di bagni per disabili. In primis metterne uno per ogni sesso, separati per ogni bagno. Perché oltre alle esigenze di privacy ci sono anche importanti questioni di igiene che differenziano gli uomini dalle donne.
Un’altra questione è: fatte dei veri standard, ci sono dei bagni disabili super fantastici, dove riesci a muoverti e posti dove si vede che lo hanno fatto perché proprio dovevano, un angolo buio e inacessibile tanto per passare il collaudo.
E per ultimo ma non ultimo sappiate che abbiamo già difficoltà da soli, non aggiungetene pure Voi.


