Ieri donne, oggi…femmine.
23 Aprile , 2008 di Arya
Si femmine nel senso più dispregiativo del termine, così è trattata la donna da quegli uomini che ne abusano, merce per placare istinti primordiali, carne da violentare. Sono tanto arrabbiata per il clima di paura che noi donne viviamo di questi tempi, come non fossimo anche noi abitanti delle nostre città. Impaurite persino nell’andare a buttare la spazzatura perchè possono farci del male, e la nostra maggior paura è quella dell’indifferenza perchè se ci accadesse qualcosa è probabile che nessuno intervenga, che il violentatore venga lasciato libero, che la giustizia non sia tale. Parlo in prima persona perchè mi sento donna e come tale ho paura e rabbia per tutti quegli stupidi consigli che mi sento propinare, perchè ora si pensa ad un braccialetto anti violenza non invece ad eliminare dalle strade la violenza. Si sottovaluta poi che le violenze le commettono spesso i familiari e che molte donne si sentono dire di lasciar perdere perchè è la normale dialettica della vita di coppia o di famiglia. Non è insegnandoci a dare un calcio nelle palle ad un uomo che gli uomini stessi ci proteggono, è la cultura che ci sta intorno che va modificata quella che non riesce a portare sufficiente rappresentanze nei posti chiave del potere, quella che impedisce a una donna con figli di fare carriera. Una legislazione che non ha una sua vera attuazione non è valida di per se, non può essere efficace laddove lascia la donna minacciata all’ultima sua chance: quella di andare in tv e dichiarare che c’è qualcuno che ha tentato di violentarla per tre volte e non sa se arriverà alla quarta, perciò si appella al clamore delle telecamere per salvare la propria vita. E una cristianità e islamicità in alcune casi estreme non pongono la donna al pari dell’uomo e stanno ancor più restringendo quella che è l’autoaffermazione della donna come essere padrone del proprio corpo e che pone questo come luogo inviolabile, non mercificabile. Ci sono donne di fede islamica costrette in metri di stoffa a tacere di fronte alle idee e scelte dei loro uomini e padroni e ci sono donne cristiane che vedono preclusi i posti di potere all’interno della loro fede perchè possiedono una X di troppo nei loro cromosomi, e a cui si dice troppo spesso che perdonare la violenza di un marito è cosa buona. Ma ci sono anche tante adolescenti di fede mormone che devono sposare uomini che hanno innumerevoli altre mogli e servono solo per procreare. Il fatto è che tutti questi uomini usano la Fede come scusa per peccati che Dio non vorrebbe mai si commettessero, per reati che la società civile non dovrebbe mai accettare.
Io non ci sto.
La violenza contro le donne: cos’è? La violenza contro le donne è un fenomeno che coinvolge donne di ogni estrazione sociale e di ogni livello culturale, provoca danni fisici e gravi conseguenze sulla salute mentale.
Comunemente si crede che la violenza sia solo di tipo fisico ma in realtà la violenza può manifestarsi in diversi modi, può assumere varie forme, può essere oltre che fisica, sessuale, psicologica ed economica o manifestarsi come stalking (persecuzione).
È un fenomeno che si manifesta soprattutto all’interno della relazione di coppia, nella famiglia, all’interno di rapporti che dovrebbero basarsi sulla fiducia, sull’amore e che dovrebbero rappresentare luoghi di protezione.
Proprio per questo della violenza contro le donne non si parla, né in famiglia, né tra amici, né a scuola, emergono solo gli episodi più drammatici ed esasperati attraverso i giornali.
Le cronache, nei casi di omicidio compiuto su donne, fanno pensare a casi eccezionali, poco diffusi, da imputare alla gelosia, alla follia e talvolta alla passione, non identificano queste situazioni come violenza verso le donne.
Nominare la violenza, riconoscerla ed identificarla è il primo passo da compiere per uscire da una relazione violenta, per interrompere un rapporto violento. Le donne che subiscono violenza si sentono confuse, insicure, provano vergogna ed al tempo stesso dolore per la situazione che vivono. (da il portale Antiviolenzadonna del Dipartimento dei Diritti e Pari Opportunità, alla voce se subisci violenza).

La cosa assurda è che le donne violentate ed uccise sui giornali vengono definite sempre “prostitute” e non donne.
nuova stagione di tentativi di ritorno al passato e quindi nuova stagione di lotta, non ne sentivamo il bisogno e pensavamo fosse acquisito e invece…
scopriamo che basta un nonnulla per tornare indietro.
ci sarebbero così tante nuove battaglie da fare, ci sarebbero i diritti acquisiti da estendere a chi ancora non li ha ed invece… i conservatori nostrani approfittano dell’arrivo di nuove culture per sferrare l’attacco…
fa rabbia, sempre.
Sono fatti , cara Arya, che spaventano anche l’altra “metà del cielo” dove c’è sempre una madre o una sorella che si vorrebbe tenere lontane da tanto marciume.
Se tutto si pesa con le parole, allora io penso che non si debba usare la parola “uomo” per definire chi fa violenza su una donna come su un bambino. Sarebbe uno spreco dare umanità a chi non ne possiede neppure una traccia. Non ci sono attenuanti, mai, di nessun genere. Ci sono solo mostri che sarebbe meglio non fossero mai nati. Rifiuti che nulla hanno a che spartire con la civiltà.
Non può esserci cultura, storia, legge o fede la dove c’è violenza. E chi ci si nasconde dietro è solo un vile incapace di farsi carico delle proprie azioni. E mi chiedo anche se possa esistere pena equa per questi ladri di vite, mi chiedo se veramente a tutti debba essere concessa una possibilità di riabilitazione?
Buona settimana!
già… mostri! e non altro.
Nel mio piccolo non posso fare altro che mettermi in mezzo quando qualche deficiente ci prova indegnamente con le mie amiche o aspettare che la porta di casa si sia chiusa quando accompagno una ragazza a casa. Non sarà molto, ma sono felice del fatto che come me ci sono molti altri che lo fanno.
Grazie per i commenti io sono scappata senza aver tempo di rispondervi, è bello vedere che tanti commenti sopratutto quelli degli uomini danno la speranza che noi donne non siamo e saremo sempre in queste battaglie di civiltà. Ha ragione Tasti quando dice che tutto pareva acquisito e invece… e io aggiungo bisogna lottare e mai adagiarsi, mai.
Ciao Arya,
se ti va, passa dal mio blog. Ti ho nominata per un meme: si tratta di elencare tre precauzioni da prendere per affrontare i prossimi cinque anni di governo Berlusconi. E’ dura!
Un caro saluto.
princi
@Principasticcio. Grazie per la nomination spero di poter scrivere presto qualcosa