Lettera a.
2 Marzo , 2008 di Arya
Carissimo Politico,
ti scrivo questa lettera per esprimerti il mio rammarico per tutte le promesse che mi fai e che non mantieni, per tutte le parole che spendi in nome della mia Repubblica e che poi tradisci con i tuoi comportamenti. Una Nazione che hai violentato negli ideali e nelle speranze, che hai ridotto a schiava delle tue voluttà, di cui non ti sei curato se non quando la pressione su di te s’è fatta forte. Per ogni sorriso che mi hai rivolto dallo schermo di quella tv che tanto ti fa sentire importante, che utilizzi per farmi sapere ciò che tu vuoi e non quella verità che cerchi di celare, troppo scomoda per non farti apparire per ciò che realmente sei: un politico in carriera, poco preoccupato dei mezzi quanto rivolto al fine, non quello di chi ti ha eletto, ma solo il tuo.
Ora che ti candidi di nuovo, ora che dovremo di nuovo sceglierci un comandante, tu che mi vuoi di nuovo promettere? Quali credibili bugie non mi hai ancora narrato, quali scenari stupefacenti mi vuoi prospettare e quanto pensi io sia disposta a credere? Si perché il gioco della politica tu lo sai giocar bene, sai quanto mi puoi ricattare usando i miei ideali e le mie esigenze, dipingendo il tuo avversario come l’abominio per me, ma tu saprai essere l’esorcista giusto per quei problemi che tu stesso hai creato o ignorato? Chi è quel mostro che tu mi dipingi e che posso sconfiggere solo scegliendo te?
Ecco dammi una ragione perché io creda nella tua probità, della tua voglia di rappresentarmi, visto che ti poni come il risolutore delle povertà e delle ingiustizie sociali e mi chiedi di porre in te la mia fiducia.
Io sto qui a valutare il tuo comportamento, questo è il mio grande potere e tu lo hai sottovalutato, ma io sono il tuo mandante e tu il mio mandatario non viceversa, la democrazia mi dà la possibilità di scegliere ed ora che il tuo nome è scritto sulla scheda, che ti poni in gioco, che vuoi rappresentarmi, dimmi perché devo fare una X sul tuo simbolo, dimmi perché devo credere in te.
Un saluto,
Arya
(un Elettrice italiana)

“Ora che ti candidi di nuovo,…” - quanto ci pesa questa frase! Quanto ci pesa davvero a tutti quanti.
La voglia di fare un’ennesima X per le medesime persone che si son già fatte centinaia di giri di waltzer a passare da una poltrona all’altra, scaldandole solamente, è pari a zero!
Oggi giorno votare è diventato difficile, secondo me, non per capire cosa scegliere, ma per superare l’astio di dover andare alle urne a farlo per candidati completamente immeritevoli su tutti i fronti.
Sono proprio le domande giuste a cui sarebbe bello qualcuno avesse il tempo di rispondere.
Ma come al solito saranno più impegnati a costruire scintillanti castelli sulla sabbia, piuttosto che spiegare l’essenza delle loro idea, tanto che a volte viene da chiedersi se ne abbiano davvero, o siano solo una collezione eterogenea di frasi fatte e slogan in rima…
Il panorama politico italiano è desolante, a voler essere ottimisti. Personalmente sono molto tentato di non andare a votare, tuttavia questa scelta mi sembra troppo qualunquista. Sono veramente sbalordito di come si possa avere deciso di andare a votare con questa sciagurata legge elettorale, che permette ai partiti di fare il bello e il cattivo tempo. Questa scelta la dice lunga sulla REALE voglia di cambiare dei nostri politici. Speriamo bene. Perchè sperare è l’unica cosa che rimane, ormai…
ma non era meglio una lettera al marito o al fidanzato?
‘Dimmi perché devo credere in te’… vorrei saperlo anche io!
Mi sa che ha ragione newyorker ahaha