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Ombre di centro-sinistra!

Nel tentativo di inserirmi nella catena propostami da Principasticcio (si tratta di un iniziativa simpatica che vi giro, dove dovete elencare tre precauzioni da prendere per affrontare i prossimi cinque anni di governo Berlusconi). Cercavo di scrivere qualcosa, quando mi sono accorta di non poter scrivere nulla, di non avere nulla dentro da esprimere sull’argomento, questo perchè la mia attenzione è attirata dal comportamento del PDI e non del PDL e sopratutto dal fair play di Veltroni, che in questi giorni mi sta facendo venire la carie. E’ ormai una non opposizione, un non porsi prima di tutto per arrivare ad un compromesso istituzionale al fine di modificare la legge elettorale, in primis per le europee dell’anno prossimo e poi per quelle che nazionali. Infatti la modifica in maniera maggioritaria delle leggi in questione porterebbero il PDI e il PDL alla possibilità di non portare con sé nessun fastidioso rappresentante di altre forze politiche al parlamento europeo, il tutto grazie ad un significativo blocco al 5% del quorum necessario per ottenere un rappresentante. Vi sono altre innumerevoli situazioni che un tempo si sarebbero definite “inciucio” ed ora si chiamano accordi istituzionali.

Non ho controllato se il governo ombra possieda gli stessi ministeri del Governo Berlusconi quater, ma mi punge vaghezza: i vertici del PDI avrebbero scelto così tante donne se il loro governo non fosse fatto d’ombra? Un ombra che ricorda il fumo di una Londra ‘800 e non di certo la chiarezza della sua nobile origine anglosassone. Trovo che sia un’immensa buffonata la scelta di costituire un governo ombra, perchè da noi rassomiglia al Monopoli dove si comprano con soldi finti cose finte e non a un’opposizione in cui ognuno marca a uomo per l’interesse di tutti. Ed uso la metafora calcistica perchè mi sembra che ognuno di questi voglia essere il marcatore di un suo omologo legittimamente insignito di una carica ministeriale e la cosa rende il tutto ancora più triste.

E Berlusconi? Tristissimo, travestito da nonna di cappuccetto rosso è meno credibile di quando inveiva contro una rossa opposizione, non una bambina vestita di rosso. Però c’è da dire che da lui sai cosa aspettarti, dalla Lega sai cosa aspettarti e così pure da tutta la destra, dal PDI no. D’Alema si dissocia pacatamente dal governo ombra definendosi “un uomo delle correnti”, chissà se il suo vento spazzerà la foschia, pardon l’ombra.

Valore nutrizionale.

In tempi di scelte importanti e strategiche per il benessere del nostro Paese e nell’attesa che i vari Governi presenti in Italia decidano per l’abbronzatura en plein air o per l’ombrellino che li tenga in ombra o penombra.

Mi sembra giusto proporre una nuova disciplina dell’etichettatura dei cibi, la quale consista nel fornire una sovra etichetta al fine di coprire quella vera, laddove il cibo sia troppo buono e altrettanto calorico.

Metterei giustappunto come motivazione il fatto che mi pare altamente ingiusto che una donna in una situazione di profonda crisi esistenziale dovuta: da carenza d’affetto; o da sindrome premestruale; o da abbandono di una dieta iniziata da poche ore; o perchè sta guardando Maria de Filippi in tv; debba soffrire ulteriormente incontrando con lo sguardo la tabella dei valori nutrizionali del favoloso cibo che sta mangiando.

E dati questi presupposti non possa godere del piacere che dà una insana alimentazione a base di alimenti ipercalorici, il tutto perchè nel mentre che una mangia rischia di leggere l’etichetta dove è riportato in bella vista il conteggio calorico, dell’alimento di cui si sta palesemente ingozzando.

Pertanto si dovrebbero fornire i suddetti alimenti di una protezione al fine di evitare quei tremendi sensi di colpa che conseguono alla lettura della suddetta etichetta. E la conseguente voglia di auto punirsi praticando un qualsiasi attività fisica che si sa non verrà mantenuta se non fino allo smaltimento dei sensi di colpa, proporzionali alle calorie ingerite.

Mi appello pertanto alla sensibilità di Ministre che conosco le fatiche dello smaltimento dell’apporto calorico perchè aiutino a risolvere un problema di così grande problematicità.

Il post è stato maturato e scritto sotto l’effetto calorico di un pacco di patatine del valore energetico di 501 Kcal per 100g di prodotto, sigh.

Ieri donne, oggi…femmine.

Si femmine nel senso più dispregiativo del termine, così è trattata la donna da quegli uomini che ne abusano, merce per placare istinti primordiali, carne da violentare. Sono tanto arrabbiata per il clima di paura che noi donne viviamo di questi tempi, come non fossimo anche noi abitanti delle nostre città. Impaurite persino nell’andare a buttare la spazzatura perchè possono farci del male, e la nostra maggior paura è quella dell’indifferenza perchè se ci accadesse qualcosa è probabile che nessuno intervenga, che il violentatore venga lasciato libero, che la giustizia non sia tale. Parlo in prima persona perchè mi sento donna e come tale ho paura e rabbia per tutti quegli stupidi consigli che mi sento propinare, perchè ora si pensa ad un braccialetto anti violenza non invece ad eliminare dalle strade la violenza. Si sottovaluta poi che le violenze le commettono spesso i familiari e che molte donne si sentono dire di lasciar perdere perchè è la normale dialettica della vita di coppia o di famiglia. Non è insegnandoci a dare un calcio nelle palle ad un uomo che gli uomini stessi ci proteggono, è la cultura che ci sta intorno che va modificata quella che non riesce a portare sufficiente rappresentanze nei posti chiave del potere, quella che impedisce a una donna con figli di fare carriera. Una legislazione che non ha una sua vera attuazione non è valida di per se, non può essere efficace laddove lascia la donna minacciata all’ultima sua chance: quella di andare in tv e dichiarare che c’è qualcuno che ha tentato di violentarla per tre volte e non sa se arriverà alla quarta, perciò si appella al clamore delle telecamere per salvare la propria vita. E una cristianità e islamicità in alcune casi estreme non pongono la donna al pari dell’uomo e stanno ancor più restringendo quella che è l’autoaffermazione della donna come essere padrone del proprio corpo e che pone questo come luogo inviolabile, non mercificabile. Ci sono donne di fede islamica costrette in metri di stoffa a tacere di fronte alle idee e scelte dei loro uomini e padroni e ci sono donne cristiane che vedono preclusi i posti di potere all’interno della loro fede perchè possiedono una X di troppo nei loro cromosomi, e a cui si dice troppo spesso che perdonare la violenza di un marito è cosa buona. Ma ci sono anche tante adolescenti di fede mormone che devono sposare uomini che hanno innumerevoli altre mogli e servono solo per procreare. Il fatto è che tutti questi uomini usano la Fede come scusa per peccati che Dio non vorrebbe mai si commettessero, per reati che la società civile non dovrebbe mai accettare.

Io non ci sto.

La violenza contro le donne: cos’è? La violenza contro le donne è un fenomeno che coinvolge donne di ogni estrazione sociale e di ogni livello culturale, provoca danni fisici e gravi conseguenze sulla salute mentale.
Comunemente si crede che la violenza sia solo di tipo fisico ma in realtà la violenza può manifestarsi in diversi modi, può assumere varie forme, può essere oltre che fisica, sessuale, psicologica ed economica o manifestarsi come stalking (persecuzione).
È un fenomeno che si manifesta soprattutto all’interno della relazione di coppia, nella famiglia, all’interno di rapporti che dovrebbero basarsi sulla fiducia, sull’amore e che dovrebbero rappresentare luoghi di protezione.
Proprio per questo della violenza contro le donne non si parla, né in famiglia, né tra amici, né a scuola, emergono solo gli episodi più drammatici ed esasperati attraverso i giornali.
Le cronache, nei casi di omicidio compiuto su donne, fanno pensare a casi eccezionali, poco diffusi, da imputare alla gelosia, alla follia e talvolta alla passione, non identificano queste situazioni come violenza verso le donne.
Nominare la violenza, riconoscerla ed identificarla è il primo passo da compiere per uscire da una relazione violenta, per interrompere un rapporto violento. Le donne che subiscono violenza si sentono confuse, insicure, provano vergogna ed al tempo stesso dolore per la situazione che vivono. (da il portale Antiviolenzadonna del Dipartimento dei Diritti e Pari Opportunità, alla voce se subisci violenza).

La Lega di sinistra…

Il commento di Graziano mi ha fatto riflettere ancora di più su questo nuovo fenomeno. Anche se si dovrebbe parlare di semi-nuovo in quanto c’era nell’aria già da un po’ questa rivoluzione elettorale. E’ infatti ingiusto non ammettere che i Partiti rossi o color arcobaleno non hanno saputo capire che stavano parlando una lingua diversa da quella dei propri iscritti e si staccavano pian piano da quel tessuto sociale che avevano contribuito a far crescere con le loro lotte per il lavoro e i diritti sociali. Ma ora chi è questa Lega di sinistra? Chi sono gli iscritti Cgil che votano a destra? Non credo sia possibile iscrivere l’8% degli italiani in una sola parola e che questa sia la parola xenofobo o secessionista, questo perchè a mio parere c’è una grande fetta di questo fenomeno che nei diritti ci crede davvero e che ha contribuito a darci quella libertà che oggi forse non sappiamo abbastanza apprezzare, sopratutto quando rivolgiamo il nostro sguardo altrove dai più deboli. Sono persone che hanno scioperato nelle fabbriche per l’art.18 e lo Statuto dei Lavoratori e che ora sentono la loro sicurezza personale ed economica vacillare senza che quelli per cui hanno sempre votato sapessero dare risposte se non le solite menate sulla congiuntura economica sfavorevole dell’eurozona. E’ da qui secondo me che bisogna riniziare, la Sinistra non può esimersi da ricominciare a capire e ascoltare la sua base, perchè se si sottovaluta questa necessità si rischia non soltanto di sparire dallo scenario politico ma di lasciare a quelle frange, che xenofobe e secessioniste lo sono davvero, l’opportunità di scegliere per tutti. Il tutto sull’onda di quell’insicurezza sociale che è facile da cavalcare, quando si lascia la gente sola e la si lascia al miglior offerente di certezze veloci e sbrigative, come le ronde di cittadini o l’espulsione di massa di immigrati. E’ inutile litigare per chi debba essere il capo della Sinistra è tempo di capire perchè questa Sinistra a domanda non ha proferito risposta.

Cancellati…

Gasp! Ci sarebbe da dire aiuto è arrivato l’uomo nero, ma non è così. Ormai Berlusconi non è più l’uomo nero ed ha vinto, perchè ha saputo vincere e lo ha fatto eliminando quelli che non hanno saputo trasmettere ai loro elettori gli ideali di cui erano portatori. Sono e continuerò di essere di sinistra, ma devo ammettere come vado facendo da un po’ di tempo che ho votato la Sinistra con tanta difficoltà e solo come male minore. Non riconosco più il partito in cui credevo e non ne riesco a condividerne gli slanci innovativi che ne hanno decretato la cancellazione dalla scena politica italiana. Un partito che si è fatto in tre e non per aumentare i propri sforzi ma per accentuare le differenze e rimarcare le discordanze, che ha proposto linee morbide laddove gli chiedevamo fermezza e non ha saputo vedere alleanze e gioco di squadra laddove era necessario per vincere e avere almeno una voce seppur minore al Parlamento. Veltroni non era credibile, non poteva esserlo con un esperienza come il governo Prodi alle spalle ma ha saputo catalizzare quei voti che lo hanno reso il secondo partito d’Italia. Ma siamo noi quelli di sinistra che abbiamo perso veramente a fronte del grande vincitore: La Lega, che ha detto ai suoi seguitemi perchè noi vogliamo veramente fare il vostro interesse.

In questi anni la sinistra rossa, rosa e rosso verde ha sciupato le proprie risorse, quelle umane lo ha fatto promettendo e poi negando di aver promesso, infatti nessuno o quasi degli obiettivi del programma del 2006 è stato posto in discussione ed approvato, durante il governo Prodi, loro ci hanno deluso e per questo molti elettori ci hanno abbandonato. Ecco, se hanno fatto bene non lo so, non vorrei fosse accaduto ma deve essere punto di riflessione se un Casini comincia a dire cose di sinistra e un Bertinotti si trova in sintonia con il programma della destra. Ora ci aspetta un lungo governo Berlusconi, forte dei suoi numeri al Senato e con un Lega che vuole trasformare l’assetto costituzionale del nostro Stato e una destra che anche se ha eliminato gran parte della sua parte xenofoba sarà comunque paladina di una tolleranza zero nei confronti di ciò che non fa parte della sua cultura. E dove sarà la Sinistra? Questo è il mio cruccio, non può stare in piazza a dire di no a tutto nè stare nei palazzi a rimuginare la sconfitta, è necessario ricominciare dagli ideali quelli che fino ad ora mi hanno fatto credere che un mondo migliore può esistere e che Berlusconi non diventerà il nostro sovrano. Che posso ancora credere in un Italia migliore: più paritaria e aperta alle differenze, meno razzista e omofoba, più europea e meno serva dei poteri forti, più meritocratica ed orgogliosa dei propri talenti.

La riflessione è aperta, ascoltiamo gli altrui pareri così da poter perseguire dei veri ideali.

Tic tac, tic tac.

Torna l’ora legale ed è per me lo spunto di una riflessione pseudo filosofica: ma quanti orologi possediamo? Quanti ci seguono ovunque? Mi rendo conto della quantità enorme di “conta ore” che ho in casa dal numero di volte che mia madre si accosta a me e me ne porge uno perchè lo regoli. Troppi e inutili, non c’è una stanza in cui non ve ne siano almeno due, mi domando se possiamo fare a meno di sapere sempre che ora è di avere sempre la cognizione esatta dello scorrere del tempo. Abbiamo sempre l’ora al polso o sul cellulare, in macchina o per le strade, sappiamo sempre che ora è. Ma questo è necessario, per lo meno sempre? Abbiamo ore per mangiare, per lavorare, per vivere la nostra vita servono i minuti a volte i secondi. La tv ci ha abituati a tempi veloci ma possiamo reagire ai due minuti di pubblicità, possiamo prenderci 5 minuti per noi, magari senza guardare l’orologio.

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E’ una settimana importante per tutti quelli che festeggiano la Pasqua, mi accorgo che per me non è così ormai da anni. Certo comunque ne rispetto il significato ma non riesco a viverlo a pieno, non come dovrei, da cattolica che non mi sento più d’essere. Mi è rimasta solo l’attesa dell’uovo da aprire la mattina della festa, mi fa sentire un po’ bambina e questo mi ricorda quei bei momenti in cui le feste erano attese con ansia e vissute a pieno, come penso sia giusto fare, nella serenità e con la gioia dentro, che troppe volte mancano in questa vita.
Auguro perciò a tutti una serena Pasqua

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In 10 punti.

Provate a mettere in discussione il vostro modo di votare,

io l’ho fatto. 

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Lettera a.

Carissimo Politico,

ti scrivo questa lettera per esprimerti il mio rammarico per tutte le promesse che mi fai e che non mantieni, per tutte le parole che spendi in nome della mia Repubblica e che poi tradisci con i tuoi comportamenti. Una Nazione che hai violentato negli ideali e nelle speranze, che hai ridotto a schiava delle tue voluttà, di cui non ti sei curato se non quando la pressione su di te s’è fatta forte. Per ogni sorriso che mi hai rivolto dallo schermo di quella tv che tanto ti fa sentire importante, che utilizzi per farmi sapere ciò che tu vuoi e non quella verità che cerchi di celare, troppo scomoda per non farti apparire per ciò che realmente sei: un politico in carriera, poco preoccupato dei mezzi quanto rivolto al fine, non quello di chi ti ha eletto, ma solo il tuo.

Ora che ti candidi di nuovo, ora che dovremo di nuovo sceglierci un comandante, tu che mi vuoi di nuovo promettere? Quali credibili bugie non mi hai ancora narrato, quali scenari stupefacenti mi vuoi prospettare e quanto pensi io sia disposta a credere? Si perché il gioco della politica tu lo sai giocar bene, sai quanto mi puoi ricattare usando i miei ideali e le mie esigenze, dipingendo il tuo avversario come l’abominio per me, ma tu saprai essere l’esorcista giusto per quei problemi che tu stesso hai creato o ignorato? Chi è quel mostro che tu mi dipingi e che posso sconfiggere solo scegliendo te?

Ecco dammi una ragione perché io creda nella tua probità, della tua voglia di rappresentarmi, visto che ti poni come il risolutore delle povertà e delle ingiustizie sociali e mi chiedi di porre in te la mia fiducia.

Io sto qui a valutare il tuo comportamento, questo è il mio grande potere e tu lo hai sottovalutato, ma io sono il tuo mandante e tu il mio mandatario non viceversa, la democrazia mi dà la possibilità di scegliere ed ora che il tuo nome è scritto sulla scheda, che ti poni in gioco, che vuoi rappresentarmi, dimmi perché devo fare una X sul tuo simbolo, dimmi perché devo credere in te.

Un saluto,

Arya

(un Elettrice italiana)

Seconda mano.

Cedesi a prezzi modici classe politica italiana. Lotto comprensivo di pezzi d’epoca, ideale per arredamento sia museo archeologico che di modernariato,tutti in ottime condizioni di conservazione, i pezzi più giovani possono essere ancora utilizzati per cerimonie pubbliche, consegna di medaglie e corone alla memoria. Di particolare pregio i pezzi del primo novecento ancora in grado di ottemperare a vere votazioni al Senato. Vorrei entrare in contatto soprattutto con collezionisti interessati ad eventuali baratti con pezzi di altri Paesi che abbiano un sicuro valore di realizzo nel mercato internazionale, disponibile anche al uno per tre dei pezzi in mio possesso. La verifica della eventuale appartenenza ad uno schieramento politico è a carico dell’acquirente, eventuali pezzi difettosi e/o leghisti non daranno diritto alla restituzione del prezzo pattuito, se ciò non verrà verificato all’atto dell’acquisto.

Telefonare ore pasti, chiedere di un elettrice stufa della propria classe politica.

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